Da questa mattina i distributori ENI forniscono carburante a prezzo calmierato. Una decisione che fa certamente piacere al consumatore, ma che ha destato più di una perplessità. ENI, infatti, possiede circa il venti per cento dei distributori attivi. Pertanto il primo dubbio riguarda la capacità di soddisfare l’aumento di richieste. Una mano involontaria alla principale azienda italiana arriva dallaconcorrente IP che ha deciso di seguirne la strada, portando l’offerta a più di uno su tre punti vendita attivi. Una bella spinta anche per il Governo che si è mosso al riguardo. A questo punto resta da attendere la reazione degli altri competitor, soprattutto quelli legati alle grandi case produttrici che potrebbero veder calare gli introiti.
A pagare lo scotto di tutto questo saranno certamente le cosiddette pompe bianche che acquistavano carburante dalle cosiddette “sette sorelle” rinunciando a parte dei margini di guadagno per garantire prezzi maggiormente competitivi, venendo superati proprio dalle case madri.
Per il consumatore, invece, potrebbe arrivare una flebile boccata d’ossigeno. I prezzi rimangono comunque folli.