Gemelle Kessler: Una Vita All’Unisono

La notizia è giunta nel pomeriggio. Alice ed Ellen Kessler sono state trovate morte nei loro appartamenti nelle vicinanze di Monaco di Baviera. Si parla di suicidio assistito programmato, sebbene la polizia locale non confermi la notizia. Sta di fatto che come hanno vissuto, sempre assieme, se ne sono andate.

Nate a Lipsia nel 1936, sin da bambine entrano a far parte del corpo di ballo della città nel frattempo divenuta parte della Germania Orientale.

Diciottenni fuggono assieme dal regime comunista alla volta di Parigi dove entrano a far parte del corpo di ballo del Lido. La svolta arriva nel 1961 quando Antonello Falqui le ingaggia. In Italia conoscono fama e successo, sia in televisione, sia in teatro. Bravura, simpatia ed avvenenza ne fanno l’attrazione di molti sabato sera degli italiani.

Inseparabili, alla fine degli anni Ottanta tornano in Germania dove continuano a mietere consensi tanto da essere soprannominate: “le “gambe della nazione”.

In realtà il loro rapporto con l’Italia non si è mai interrotto completamente, non disdegnando ospitate televisive anche negli ultimi anni. Per loro, ne siamo convinti, la notte sarà sempre “troppo piccolina”.

Il “Maestro” È Sinner, Ma Alcaraz Rimane Numero Uno

Ancora una volta Sinner-Alcaraz opposti uno all’altro, come avvenuto pressoché in ogni torneo di questo 2025 in cui i due erano iscritti. E ancora una volta è stata battaglia! Non inganni il 2 a 0 finale a favore dell’altoadesino! Il primo set si è chiuso al tay-breck, mentre nel secondo Sinner prevale 7 a 5, riconfermando il titolo conquistato nel 2024.

L’italiano festeggia, ma l’iberico, dal canto suo, si consola chiudendo l’anno al comando della classifica ATP!

Jannik Sinner è il “Maestro”, ma Carlos Alcaraz rimane il numero Uno.

Ora non rimane che aspettare cosa ci riserverà il 2026.

David Coverdale Ha Detto Stop

In questi giorni il mondo dell’hard-rock è scosso dalla notizia del ritiro dalle scene di David Coverdale iconica voce di Deep Purple e Whitesnake.

In realtà il front-man, classe 1951, era fermo da oltre tre anni, quando, per problemi di salute, ha dovuto annullare il tour con i suoi Whitesnake.

A meno di clamorosi ripensamenti, non nuovi nel mondo della musica, si chiude una vicenda iniziata alla fine del 1973, quando lui commesso, inviava una musicassetta agli studi dei Deep-Purple in rotta con Jan Gillan. Di lì inizia una storia di grandi ballate, eccessi, litigi, cadute e risalite, tutte condite dalla sua timbrica inconfondibile dai toni blues capace di arrivare all’anima, distinguendosi per ecletticità, con strizzate d’occhio al funky e al metal, soprattutto nel periodo tra la seconda metà degli anni Ottanta e i primi anni Novanta.

Moldova – Italia 0-2: Quanta Fatica Per La Nazionale di Gattuso

Una nazionale moralmente svuotata dal successo della Norvegia sull’Estonia che, secondo tutti – tecnici e giocatori compresi – segnava la fine del sogno di poter chiudere il girone di qualificazione al primo posto, ha faticato maledettamente per aver ragione della Moldova, cenerentola del raggruppamento e centocinquantaquattresima nel ranking FIFA.

Per carità: la storia della nazionale di calcio ha già raccontato di figuracce contro formazioni nettamente inferiori! Qui sembrava di non voler nemmeno provare a sovvertire un pronostico efeffettivamente sfavorevole, fin dalla decisione di rivoluzionare l’undici titolare, salvo inserire gli uomini di maggior peso nel secondo tempo.

Mentalmente l’ambiente è ai play-off di marzo! Speriamo di non dover raccontare una nuova disavventura!

Musetti Saluta Le ATP Finals E La Davis

Non riesce il miracolo a Lorenzo Musetti! Troppo forte e troppo in forma Carlos Alcaraz per il pur bravo tennista toscano, comunque numero nove del rangking mondiale.

Una sconfitta prevedibile. Non altrettanto la sue decisione di non disputare la fase finale della Coppa Davis, in cui la nazionale si troverà a difendere il titolo -conquistato per due anni consecutivi – senza i suoi due migliori giocatori.

Per Musetti si tratta di un’occasione di crescita persa. Un’esperienza da leader di un gruppo – con lui in ccampo con chances di vittoria – lo avrebbe certamente aiutato anche nel proseguo della sua carriera.

Sinner Torna Numero UNO

Gioco,Set, Incontro!

A Parigi il tennista altoadesino liquida in due set il canadese Auger Aliassime, si aggiudica il master mille della capitale francese e torna al comando della classifica ATP.

Jannich Sinner potrebbe chiudere nel migliore dei modi un 2025 travagliato che gli ha regalato due successi nei tornei del grande slam, ma anche:

  • tre mesi di squalifica,
  • svariati problemi fisici al rientro;
  • un mare di inutili polemiche dovute alla sua decisione di non disputare la fase finale della Coppa Davis.

A tal proposito: ecco serviti i tromboni che amano scribacchiare sui social post circa la non italianità del fortissimo tennista bolzanino.

Così Parlò Marina Berlusconi

Ora Como Comincia A Sognare!

Battuta la Juventus 2 a 0 nella settima giornata del campionato italiano di calcio di serie A, ora il Como comincia a sognare! Il successo ha permesso ai lariani di agganciare i bianco-neri in classifica. Qualora la il Milan non vincesse a Firenze, si porterebbero a tre punti dalla testa della graduatoria in una giornata in cui sembrano saltare certezze e gerarchie.

Addio Gino Pivatelli: Ora “Insistisci” Tra Gli Angeli!

Nella giornata di ieri il sito ufficiale del Bologna FC ha dato la notizia della scomparsa di Gino Pivatelli alla bella età di novantadue anni.

Nato a Sanguinetto, località nella bassa veronese il 27 marzo 1933, all’inizio degli anni Cinquanta si mette in mostra con la casacca dell’Hellas Verona in serie B. Le buone prestazioni lo portano all’attenzione del Bologna allenato dal corregionale” Gipo” Viani, che lo vuole in Emilia assieme a Ugo Pozzan e Giulio Bonafin per riportare in alto i colori dei rosso-blu felsinei reduci da stagioni difficili.

A Bologna Pivatelli non smentisce la vena realizzativa tanto da conquistare il titolo dei marcatori nella stagione 1955-56, unico calciatore nato in Italia ad aver compiuto tale impresa nel decennio dei Gunnar Nordhal, John Hansen, Dino Da Costa, John Charles, Antonio V. Angelillo ed Omar Sivori.

Lascia Bologna alla volta di Napoli nel 1960 scambiato per Luis Vinicio. Un anno più tardi, complice la retrocessione dei campani in serie B, Gipo Viani lo chiama al Milan. Il fiuto del goal non è più quello dei tempi d’oro, ma diventa un elemento d’equilibrio in una linea avanzata che comprende elementi del calibro di DinoSani, Josè Altafini e Gianni Rivera. Nei primi due anni arrivano lo scudetto 1961-62 e, soprattutto, la Coppa dei Campioni 1962-63. e comunque si toglie la soddisfazione di raggiungere quota cento goal in serie A.

Chiusa la carriera da calciatore con la maglia del Baraccalugo rimane nel mondo del calcio come allenatore lavorando soprattutto con società di serie C. Alla fine degli anni Ottanta torna a Bologna come vice di Maifredi, ruolo con cui chiude la sua storia nel mondo del calcio.

Si racconta che i tifosi del Bologna (tra loro l’ex Presidente del Consiglio Italiano Romano Prodi), nei momenti di rara crisi realizzativa lo esortassero con il detto: “insistisci”!, probabilmente riprendendo un suo modo di dire tratto dal suo dialetto d’origine.

Immunità Confermata Per Ilaria Salis: Franchi Tiratori In Azione?

Con una decisione destinata a far discutere, l’Assemblea del Parlamento Europeo ha confermato l’immunità ad Ilaria Salis. I sì hanno prevalso per un solo voto di scarto. Sulla carta i numeri non dovevano essere favorevoli all’ex insegnante piemontese in attesa di processo in Ungheria per la sua presunta partecipazione ad un pestaggio contro altrettanto presunti (da lei) neonazisti. La Salis ha già trascorso quindici mesi nelle prigioni magiare. Di lì la decisione del partito di Bonelli e Fratoianni di offrirle una candidatura destinata a trasformarsi in un salva-condotto per evitare una possibile condanna a ventisei anni di carcere, in conformità col codice penale ungherese.

Alla luce dei numeri in parlamento, è molto probabile che la mano tesa a salvare la prode Ilaria sia arrivata da qualche scranno di quel centro-destra fascistoide tanto esecrato dalla stessa. A quale pro?

L’Italia Padrona Del Volley Mondiale

Celebrata la splendida vittoria mondiale delle ragazze di Julio Velasco, l’atenzione si spostava sui maschietti, chiamati a difendere il titolo conquistato quattro anni fa in Polonia. A Manila i ragazzi allenati da Fefè De Giorgi non hanno voluto esser da meno delle colleghe, a loro volta fenomenali nel riconfermarsi dopo l’oro olimpico di Parigi.

L’avventura di Giannelli e compagni è iniziata con qualche difficoltà. Il proseguo della manifestazione è stato un crescendo rossiniano fino all’apoteosi dell’atto finale contro la sorprendente Bulgaria che nulla ha potuto contro la maggiore esperienza a certi livelli dei nostri. E dire che l’età media della rosa non arriva a 25 anni!

Per la palla a volo italiana, così come per l’intero movimento sportivo italiano, è senz’altro un punto d’orgoglio! Era dai tempi dell’URSS anni settanta che una nazione non saliva sul tetto del mondo cotemporaneamente con la nazionale maschile e con quella fenninile.

“Gallo” Belotti: Stagione Finita

Doveva essere la stagione del rilancio per Andrea Belotti, “il gallo” questa al Cagliari. La doppietta di Lecce lo faceva presagire! Invece contro l’Inter l’attaccante esce in barella con le mani sul volto.

Oggi è arrivato il responso: lesione del legamento crociato e stagione praticamente finita. Per il calcio italiano è sicuramente una grossa perdita, per lui un dramma.

Addio A Carlo Sassi E Furio Focolari

Oggi, 28 settembre, il giornalismo italiano piange la scomparsa di Carlo Sassi e Furio Focolari.

Nato a Milano l’1 ottobre 1929, Carlo Sassi ha una breve carriera da calciatore iniziata nelle giovanili dell’Inter e proseguita in alcune squadre minori della Lombardia, prima di accettare un impiego in banca. All’inizio degli anni Sessanta entra a far parte del mondo RAI. La svolta professionale che lo consacra a volto della domenica arriva il 22 ottobre 1967 quando, nella neonata “La Domenica Sportiva” inventa la moviola. Per circa trent’anni Carlo Sassi sarà il principale censore dell’operato degli arbitri in Italia, con serietà, professionalità e rigore.

È nella trasmissione “Quelli che il” ideata da Fabio Fazio che uscirà anche il suo aspetto giocoso e il suo tifo per la Cremonese.

Contemporaneamente siamo costretti a dare la notizia della dipartita di Furio Focolari. Grande tifoso della Lazio, classe 1947, il giornalista romano tocca l’apice della notorietà raccontando le imprese sciistiche di Alberto Tomba a cavallo tra gli anni ottanta e novanta.

Lasciata la RAI inizia la sua esperienza in radio, diventando uno dei fondatori dell’emittente romana Radio Radio, autorevole voce fuori dal coro nel panorama tele-radiofonico nazionale.

Termina così la vicenda terrena di due professionisti a loro modo fondamentali rispettivamente per la storia del calcio e la storia dello sci.

In Bocca Al Lupo Achille Polonara!

Tra poche ore Achille Polonara affronterà un trapianto. Una parola che da sola fa paura, un passaggio che segna la vita, un ostacolo a cui nessuno vorrebbe trovarsi davanti. Ma lui, ancora una volta, ha deciso di non nascondersi.

Ha raccontato la sua battaglia con pudore, con sincerità, senza mai cadere nella retorica o nel vittimismo. Ha scelto di mostrarsi così com’è: fragile e forte allo stesso tempo, capace di trasformare la malattia in un messaggio di speranza per migliaia di persone.

“Voglio essere un esempio per chi vive situazioni come la mia. Voglio essere d’aiuto”, ha detto. Non sono state parole di circostanza: Achille ha continuato a vivere il basket, a sudare in campo, a distribuire assist non solo ai compagni, ma anche a chi stava combattendo battaglie simili. Ha dato forza ai malati che vedono in lui un faro, alle famiglie che non si arrendono accanto ai propri cari, ai medici in cui ha riposto una fiducia incrollabile, ai suoi bambini che lo hanno sempre visto lo stesso papà, capace di scherzare persino sul suo “taglio di capelli più estremo”.

E poi a tutti noi, che lo abbiamo ammirato non solo per le triple e i rimbalzi, ma per quel sorriso limpido e per quegli occhi blu che raccontano una storia di resilienza e di coraggio.

Oggi Achille entra in una partita che non si gioca a porte aperte e senza pubblico, ma che riguarda tutti noi. E allora non ci limitiamo a dirgli “in bocca al lupo”: gli diciamo grazie. Perché con il suo esempio ci ha già insegnato che la vittoria più grande non è alzare un trofeo, ma restare se stessi, sempre, anche nelle sfide più dure.

Il testo è preso dalla pagina Facebook Milanlive.

Lucia Regna: Un’Altra Vittima di Mala-Giustizia

Torino 28 giugno 2022: Lucia Regna comunica al marito la volontà di porre fine al loro matrimonio che durava da vent’anni. L’uomo reagisce con sette minuti di insulti e violenza, da cui la donna esce viva per miracolo riportando danni permanenti gravissimi. I medici dovranno ridurre le ventuno fratture al volto applicandole una placca, ma uno dei nervi è permanentemente lesionato.

Nonostante tutto questo, nel giugno del 2025, con una sentenza quanto meno discutibile, i giudici di Torino assolvono l’uomo. Nei giorni scorsi sono arrivate le motivazioni di una simile decisione. L’ex marito non può definirsi colpevole perché il gesto sarebbe figlio della frustrazione emotiva provocata dalla dissoluzione dell’ambiente famigliare e dall’abbandono della donna per intrattenere una relazione sentimentale con un’altra persona.

Davanti ad un evento di una portata simile, ci sentiamo di sottolineare che, ancora una volta, la giustizia italiana ha brillato per mancare di rispetto alla vittima, senza tacere le conseguenze create da questo aberrante precedente giuridico che andranno ben al di là della mancata sanzione di questa violenza di genere.

Collepasso: Camionista 52 Anni Muore in Pronto Soccorso

Danilo Pellegrino, 52 anni di professione camionista, si è presentato al pronto soccorso locale avvertendo forti dolori al petto uniti a sudorazione. Muore presumibilmente di infarto dopo essere rimasto per ore in una sala d’attesa aspettando alcuni esami.

Naturalmente la famiglia sporgerà denuncia contro i presunti disservizi e la superficialità che potrebbe aver causato il decesso dell’uomo. Terribile in proposito risulta la telefonata del camionista alla figlia delle 18,31, destinata a rimanere l’ultima: “Quel cretino” (il riferimento è un infermiere) “non mi sta considerando per nulla” – racconta l’uomo al telefono – “ha preso l’elettrocardiogramma ed è andato via. Non mi sto sentendo affatto bene. Mi hanno lasciato seduto su una sedia, non riesco a respirare bene, mi manca l’aria e le forze mi stanno abbandonando”.

Ora le indagini dovranno stabilire se si sia trattato di una tragica fatalità o di un nuovo caso di malasanità, figlio della disorganizzazione e della penuria di personale che sta attanagliando molti reparti di pronto-soccorso in Italia.

Italia-Estonia 5-0: “Ringhio” Esordio con Manita

Al netto del valore dell’Estonia, non certo un’avversaria di rango, parte decisamente bene l’avventura di Gennaro “Ringhio” Gattuso sulla panchina della nazionale di calcio. A bocce ferme si può sostenere che la differenza ci sta tutta, ma la storia della nostra nazionale ci ha già raccontato di vittorie stentate, quando non sconfitte clamorose, contro rivali non certo di rango. Inoltre il gruppo messo assieme dall’ex grande centrocampista del Milan è praticamente lo stesso che a giugno è uscito con le ossa rotte dalla trasferta in Norvegia e da una stentata vittoria casalinga contro la Moldavia, ieri sera battuta pesantemente da Israele.

Già il primo tempo, chiuso sullo 0 a 0, ci ha raccontato di una squadra volitiva desiderosa di ben figurare. La rete di Keane al 58’ ha aperto la strada alla goleada confezionata dalla doppietta di Retegui, alternata dalle marcature di Raspadori e Bastoni. È un successo che dà fiducia e morale in vista della difficile partita contro Israele che si disputerà in Ungheria e, cosa non da sottovalutare, inizia a sistemare la questione differenza reti diventata immediatamente deficitaria dopo il 3 a 0 subito dalla Norvegia capolista. I numeri dicono che gli scandinavi al momento sono i maggiori indiziati per il passaggio diretto alla fase finale del campionato del Mondo del prossimo giugno, ma l’Italia, in nome della propria tradizione calcistica, è chiamata a tentare di sovvertire il pronostico.

ALLA RICERCA DEGLI ARSENALI DI DISTRUZIONE DI MASSA!

Le informazioni d’intelligence non lasciano dubbi: l’Iraq di Saddam Hussein dispone di ingenti arsenali di armi di distruzione di massa. Il mondo occidentale si muove e, con l’approvazione delle Nazioni Unite, il 20 marzo invade il Paese tra il Tigri e l’Eufrate. Anni di bombardamenti, città rase al suolo, morti con cifre a sei zeri ma delle armi nessuna traccia.

Al netto della macabra esecuzione del tiranno Saddam Hussein, rimane una nazione allo sbando, facile preda in seguito delle bande dell’ISIS. Per usare un concetto di moda in questi ultimi anni: una fake costata davvero molto: allo stato iraqeno in termini di morti e devastazioni, al mondo occidentale in termine d’immagine!

RIPARTIAMO DALL’INGHILTERRA!

La nuova avventura della nazionale azzurra nel Campionato Europeo di calcio riparte proprio da dove era terminata felicemente quella precedente: l’Inghilterra. I britannici, infatti, sono i primi avversari del girone di qualificazione che dovrebbe portare i ragazzi di Roberto Mancini in Germania nel 2024. Molti sono i reduci dalla felice serata di Wembley con molte novità in rosa e qualche clamoroso ritorno. A questo punto non resta altro che fare il nostro “in bocca al lupo” a questi trenta ragazzi, ossatura del nuovo quadriennio che, aspichiamo tutti possa concludersi con l’approdo alla fase finale del mondiale 2026.

LA LISTA DEI CONVOCATI

PORTIERI: Donnarumma >(Paris St. Germain), Falcone (Lecce), Meret (Lazio), Provedel (Lazio);
DIFENSORI:
Acerbi (Inter), Bonucci (Juventus), Buongiorno (Torino), Darmian (Inter), Di Lorenzo (Napoli), Dimarco (Inter),
Romagnoli (Lazio), Scalvini (Atalanta), Spinazzola (Roma), Toloi (Atalanta);

CENTROCAMPISTI: Barella (Inter), Cristante (Roma), Frattesi (Sassuolo), Jorginho ()Arsenal, Pellegrini ()Roma, Pessina (Monza),
Tonali (Milan), Verratti (Paris St. Germain);

ATTACCANTI: Berardi (Sassuolo), Chiesa (Juventus), Gnonto (Leeds), Grifo (Friburgo), Pafundi (Udinese), Politano, Retegui
(Tigre), Scamacca (West Ham).

L’ITALIA SFIORA L’AN-PLAIN: SI FERMA SOLO LA LAZIO!

Turno di coppe da altri tempi, quando la Serie A rappresentava il punto d’arrivo per ogni fuoriclasse del gioco del calcio! Solo la Lazio non accede ai quarti di finale della propria competizione europea cedendo il passo agli olandesi dell’AZ Alkmaar, capaci di bissare il successo dell’Olimpico per 2 a 1. Per il resto:

  • la Juventus va a vincere per 2 a 0 sul terreno del Friburgo;
  • la Roma esce imbattuta dal terreno della Real Sociedad;
  • mentre la Fiorentina va a maramaldeggiare in Turchia imponendosi per 4 a 1 in Conferens League.
  • Ad aprile, quindi, saranno sei le formazioni impegnate nei quarti di finale delle competizioni europee, stante l’approdo in Champions di Napoli, Milan ed Inter. Tutti sperano trattarsi di un buon viatico anche per la nazionale italiana che, dalla settimana prossima, inizierà la difesa del proprio titolo europeo con le qualificazioni alla fase finale del 2024.

    GLI OTTANT’ANNI DEL “PICCHIO”

    "Picchio" De Sisti con "Piedone" Manfredini alla Roma

    “Picchio”, in romanesco trottola, è l’appellativo dato dai tifosi giallorossi ad un giovanissimo Giancarlo De Sisti, regista di centrocampo cresciuto all’ombra del grande Juan Alberto Schiaffino.

    Pure lui è uno dei grandi prodotti dell’anno 1943, il più buio dall’unità d’Italia ad oggi!

    Dopo unafulgida carriera da calciatore trascorsa con le maglie di Roma e Fiorentina, con cui vince tra l’altro lo scudetto nel 1969, Picchio De Sisti sfiora il tricolore con “la viola” nel 1982, per poi distinguersi come dirigente all’interno della Federcalcio. Con la maglia della nazionale vince l’Europeo nel 1968 e sfiora la Coppa Rimet nel 1970, diventando uno dei “Messicani”.

    Garbato ma diretto, si è sempre distinto per la sua signorilità sia sul campo di gioco, sia all’esterno di esso.

    MILAN MISSIONE COMPIUTA!

    Missione compiuta per il Milan, di duovo tra le otto grandi d’Europa a distanza di undici anni dai quarti di finale persi contro l’allora Barcellona allenato da Pep Guardiola.

    Con una partita accorta, senza per altro rinunciare al gioco, i rossoneri hanno capitalizzato al meglio il vantaggio conquistato nella gara d’andata, mettendo in grande difficoltà il Tottenham, pericoloso in un’unica circostanza con Harry Cane, per altro fermato da un intervento suntuoso di Mike Megnan.

    A questo punto ai Campioni d’Italia in carica non resta altro che aspettare il prossimo sorteggio per almeno altre due serate di magia. Tra gli avversari possibili non ci sarà il Paris Saint Germain con Gian Luigi Donnarumma. Ancora una volta i francesi devono assistere dal televisore di casa alle fasi finali del trofeo calcistico più importante del continente, nonostante i grandi sforzi finanziari: in campo ci vanno i giocatori in carne ed ossa e non le “figurine”!

    QUANDO UNA DATA DIVENTA CANZONE: BUON COMPLEANNO LUCIO DALLA

    Il 4 marzo 1943, esattamente ottant’anni fa, nasceva a Bologna Lucio Dalla, scomparso nel 22012 a Montreaux esattamente tre giorni prima del suo sessantanovesimo compleanno.

    Cant’autore raffinatissimo e, per certi aspetti geniale, ha probabilmente dato il meglio di se tra la fine degli anni Settanta e gli inizi del decennio successivo con album ricchi di contenuti sia testuali, sia musicali, non prima di aver regalato al grande pubblico hit storiche come: “Piazza Grande” e la celeberrima 4/3/1943, che nel 1971 ne ha decretato il definitivo successo.

    La continua alternanza tra sperimentazione e tradizione lo hanno reso immortale. Perciò non ci resta che augurare: “Buon Compleanno Lucio Dalla!”

    SUD SUDAN AL MONDIALE DI BASKET

    Per la prima volta nella sua giovanissima storia la nazionale di basket del Sud Sudan disputerà la fase finale dei campionati del mondo di palla canestro, dopo aver dominato il suo girone di qualificazione, davanti a squadroni come Tunisia, Egitto e Senegal.

    Il Sud Sudan è diventato indipendente solamente nel 2011 dopo due guerre civili scoppiate in cinquant’anni. E poco dopo l’indipendenza dal Sudan ha vissuto un altro conflitto etnico durato fino al 2020.

    In questo caos nazionale l’ex giocatore NBA Luol Deng prende in mano la Federazione cestistica, prima come Presidente e poi come allenatore della nazionale. Per questo Paese di oltre 10 milioni di abitanti, con una superficie due volte quella dell’Italia, la pallacanestro finalmente riunisce le varie etnie e tribù sotto un’unica bandiera.

    L’anno scorso i quarti di finale a FIBA AfroBasket , quest’anno la ciliegina sulla torta della prima storica qualificazione mondiale.

    NON C’È PACE PER MARADONA

    La decisione dell’amministrazione comunale di Napoli di rendere permanente la rimozione del monumento dedicato al “Pibe de Oro” sembra voler tener viva una costante: ossia che “non c’è pace per Maradona” nemmeno dopo il suo comiato da questo mondo avvenuto oltre due anni fa.

    Il manufatto, realizzato e donato dallo scultore Domenico Sepe è stato inaugurato a fine novembre ed installato all’entrata dei distinti dell’ex Stadio San Paolo, ora intitolato al capitano dei grandi trionfi calcistici partenopei. Gli amministratori locali lo reputano troppo prezioso per rimetterlo laddove logica voglia che stia!

    Data l’usuale scaramanzia dei napoletani, non sia mai che la fenomenale “banda Spalletti” inizi a perdere colpi, rimettendo in gioco un traguardo mai come adesso a portata di mano!