Inter e Napoli: serata Champions’ da incubo

Seconda giornata di Champions’ da dimenticare per Inter e Napoli. Le due formazioni italiane cadono in casa rispettivamente contro Bruges e Villa Real. Una battuta d’arresto grave perché: oltre ad essere arrivata sul campo amico, è giunta contro due formazioni non di prima fascia.

A Milano l’Inter ha dovuto inchinarsi alla grande serata di Nicolò Tresoldi, attaccante di origine italiana con passaporto tedesco ed argentino conteso da tre nazionali, autore di una tripletta memorabile. Contro i belgi agli uomini di Chivu non riesce la rimonta e lo zero in classifica dopo due partite rimane una triste realtà.

Non va meglio la serata al Napoli in casa contro gli spagnoli del Villa Real. I partenopei passano in vantaggio ma crollano alla distanza, mancando l’occasione di conquistare punti contro una pari livello..

Ad un quarto del cammino la Champions’ sta decretando l’inadeguatezza delle due formazioni principali del calcio italiano.

Serie B: IIl Palermo continua a volare, ma Mantova e Modena rispondono

Dopo la pausa per le nazionali continua la corsa del Palermo nel campionato italiano di calcio di serie B 2026-27. I siciliani infatti sbancano il “Castellani” di Empoli con un perentorio 4 a 2. Dietro, però, tengono il passo il Mantova, corsaro a Catanzaro e il Modena che, trascinato da un ritrovato Belotti, batte in rimonta il Verona, stoppando le velleità scaligere di rientrare nell’alta classifica. Posizione che arride all’Avellino dopo la pesantissima lezione inflitta ad una Sampdoria impelagata anche quest’anno nelle zone basse della graduatoria.

Per il resto termina a reti inviolate il big match tra Sud Tirol ed Ascoli, il Pisa va a vincere a Padova, imitato dalla Carrarese nella vicina Vicenza.

Infine il Benevento batte il Cesena per 2 a 0, mentre Arezzo-Cremonese e Virtus Entella-Juve Stabia si concludono con un pareggio, con i campani malinconicamente ultimi, penalizzati e alle prese con un crisi societaria di cui non si intravvede la fine.

Ecco il nuovo commissario FIGC: è Giovanni Malagò

Come salvare capra e cavoli! È quanto emerge dalla decisione presa all’unanimità dal direttivo CONI, per certi versi clamorosa, di nominare Giovanni Malagò nuovo Commissario FIGC. Proprio così: spetterà al Presidente decaduto per vizi di forma guidare la Federcalcio verso nuove elezioni, che lo potranno vedere legittimamente candidato a succedere a sè stesso, dopo il regolare tesseramento per altro avvenuto immediatamente dopo la sua proclamazione di giugno. Il tutto dovrebbe avvenire in tempi relativamente brevi, mettendo insieme il piano giuridico con quello della volontà della base, salvando in questo modo l’assegnazione di Euro ’32 – almeno per il momento.

Euro ’32 a rischio in caso di commissariamento FIGC?

È più di un’ipotesi. Il Presidente UEFA non sembra nasconderlo. Facciamo chiarezza.

Tutto parte dalla questione del mancato tesseramento FIGC di Giovanni Malagò al momento della sua elezione al ruolo di Presidente Federale del giugno scorso. Nei prossimi giorni il CONI prenderà la decisione definitiva; decisivo sarà il parere dei quattro giuristi interpellati in proposito. Chiaramente l’eventualità di un commissariamento del calcio italiano è tutt’altro che remota. A far la differenza sarebbe la durata e il ruolo del commissario in carica. In pratica la discriminante riguarda se si limiterà a guidare la federazione verso nuove elezioni, oppure se assumerà funzioni decisionali. L’UEFA interpreterebbe il secondo scenario come un’ingerenza della politica nel mondo dello sport e, analogamente a quanto statuito per la Grecia, potrebbe decidere di far decadere l’assegnazione di Euro ’32 all’Italia, lasciandola alla sola Turchia.

Giova senz’altro ricordare che: mentre i nostri partner sono già avanti nei preparativi, tanto da aver garantito la disponibilità ad ospitare l’intera manifestazione, da noi i lavori di ammodernamento o di costruzione degli impianti sono partiti solo sulla carta. E mancano solo sei anni al calcio d’inizio dell’evento!

Francia-Italia 1-1: Gli azzurri rispondono “presente”!

Dopo la larga vittoria in Turchia si attendevano risposte dalla nazionale italiana di calcio allenata da Roberto Mancini. L’attesa era quella di sapere se sul difficile campo di Parigi, in casa di una delle nazionali più attrezzate del panorama internazionale avremmo visto la formazione spaurita battuta dal Belgio, o quella autoritaria ammirata a Bursa.I novanta minuti più recupero della terza partita di Nations’ League sembrano aver decretato che il 4 a 1 rifilato agli uomini di Vincenzo Montella non è stato un caso. Al netto di alcune parate da cineteca di Gianluigi Donnarumma, gli azzurri hanno disputato un’ottima gara. Passati in svantaggio nel primo tempo, non si sono persi d’animo. Hanno costruito senza disunirsi, hanno creato occasioni, fino a trovare il goal del pareggio con Alessandro Bastoni, il quale sembra essersi lasciato alle spalle il periodo nero della stagione passata.

A pareggio raggiunto gli azzurri non si sono fermati. Hanno continuato ad attaccare creando i presupposti affinché i padroni di casa si trovassero con un uomo in meno. Tuttavia pure i ragazzi di Zidane non desistevano dal cercare il goal vittoria per un finale ricco di pathos.

Alla fine ne esce un buon pareggio che permette ai francesi di mantenere la testa del girone e all’Italia di allontanare ulteriormente la Turchia rimanendo in scia delle due battistrada.

Nella serata di Parigi, oltre ai citati Donnarumma e Bastoni meritano attenzione le prove del laterale destro Kaiode e dell’esordiente Vergara. Entrato a metà del secondo tempo, l’attaccante del Napoli si è dimostrato una spina nel fianco della difesa avversaria, dimostrando anche grandi attitudini al sacrificio.

Portogallo: Vittoria in Danimarca nella bufera

Vincendo per 4 a 2 in Danimarca il Portogallo rimane a punteggio pieno anche dopo la terza giornata di Nations’ League, in un girone che, oltre ai danesi, comprende pure la forte Norvegia di Erling Haaland. Il calcio lusitano, quindi, sembra aver assorbito al meglio la delusione seguita al risultato tutto sommato modesto dell’ultima edizione dei mondiali di calcio.

Eppure mai come ora tira aria di tempesta attorno alla nazionale portoghese. A surriscaldare gli animi c’è la diatriba tra il tecnico Jorge Jesus e Cristiano Ronaldo, fuggito dal ritiro dopo aver saputo che pure nella sfida di Copenaghen sarebbe partito dalla panchina.

Dopo la garad’esordio di questa manifestazione, che ha visto in campo il cinque volte pallone d’oro con risultati oggettivamente imbarazzanti, l’allenatore ha deciso di anteporre il bene della squadra al prestigio. Probabilmente una maggiore chiarezza d’intenti da parte dell’intero staff tecnico e dirigenziale della federcalcio lusitana avrebbe evitato la fine ingloriosa del rapporto con chi ha fatto la storia del calcio.

D’altra parte a CR7 un filino di umiltà ed autoconsapevolezza non guasterebbe.

Italia U 21: Avanti con Chisse

Alla fine l’Italia Under 21 di Silvio Baldini passa in Armenia nella gara valida per la qualificazione alla fase finale del Campionato Europeo di categoria, ma quanta fatica! Due traverse di Pisilli e Comuzzo, un rigore fallito da Koleosho e alcune parate spettacolari dell’estremo difensore di casa, hanno preceduto la prodezza dell’attaccante in forza al Milan, che peraltro si sta distinguendo anche in serie A proprio con la formazione rossonera. Una vittoria striminzita figlia solo del caso e non dell’assenza di gioco o idee. Fin dall’inizio gli “azzurrini” hanno preso in mano le redini della partita, costringendo i padroni di casa nella propria metà campo, affidando le proprie speranze di vittoria a qualche sporadica azione di rimessa.

È un buon gruppo quello allestito dal vulcanico tecnico toscano; una compagine con le carte in regola per raggiungere la qualificazione e, magari, trovare un pass per Los Angeles 2028, riportando il calcio italiano alle Olimpiadi dopo vent’anni di assenza.

Danneggiato il murales per Franco Baresi: uno sfregio alla memoria

Sconcerto e tristezza sono i sentimenti più sensati di fronte al gesto ignobile compiuto contro il murales raffigurante il Capitano del Milan e della nazionale ad USA ’94 Franco Baresi. Vandali hanno pensato bene di coprire volto, numero di maglia, sponsor e pantaloncini con vernice rossa. Uno sfregio contro un patrimonio dello sport nazionale scomparso lo scorso 31 luglio a soli 66 anni.

Il Milan, dal canto suo, ha già dichiarato di aver sporto denuncia contro ignoti e che non lascerà nulla d’intentato per dare un volto a chi ha ritenuto congruo trascorrere un sabato sera alternativo all’insegna dell’inciviltà.

Turchia-Italia: chi va e chi resta

Dopo la debacle casalinga nella partita d’esordio contro il Belgio, per la nazionale di Roberto Mancini è già tempo di pensare alla trasferta in Turchia per la 2ª giornata di Nations’ League. Partita decisiva quella di Bursa, da preparare tenendo conto del tour de force imposto da un calendario quanto meno cervellotico. Per ottimizzare al meglio il lavoro, il CT jesino ha pensato di risparmiare il viaggio a dieci giocatori che seguiranno un lavoro fisico-tecnico differenziato, nella speranza di presentarisi al meglio in vista della trasferta di Parigi. Tra loro nomi eccellenti, tra cui Nicolò Barella e Gianluca Mancini e, con loro anche: Honest Ahanor, Diego Coppola, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Daniel Maldini, Massimo Pessina, Samuele Ricci e Mohamed Alì Zoma.

Pertanto i ventitré che partiranno per la Turchia sono i portieri Carnesecchi, Donnarumma e Vicario; i difensori Bastoni, Calafiori, Di Lorenzo, Ghilardi, Kayode, Ruggeri e Scalvini; i centrocampistiDoumbia, Fagioli, Frattesi, Mandragora, Romano e Tonali; gli attaccanti Cambiaghi, P. Esposito, S. Esposito, Kean, Raspadori, Scamacca e Vergara.

Alla luce di quanto visto, probabilmente Sandro Tonali avrebbe avuto bisogno di essere tra i dieci rimasti a Coverciano. Il forte centrocampista ex Milan, probabilmente l’uomo di maggior talento del nostro calcio assieme a Donnarumma, ha palesato una condizione fisica decisamente insufficiente.

Italia – Belgio 0-2: Troppo brutti per essere veri!

Parte decisamente col piede sbagliato la nuova avventura di Roberto Mancini alla guida della nazionale italiana di calcio. Gli azzurri cedono in modo netto contro il Belgio nella prima partita valida per la nuova Nations’ League. Al di là del risultato, a preoccupare è l’assoluta pochezza tecnica e di gioco espressa dagli azzurri, per lunghi tratti in balia di un avversario pure lui alle prese conuna rifondazione dell’organico. A nostro avviso emblematico è stato l’errore da zero metro di Scalvini, promettente difensore dell’Atalanta che punta a tornare sui livelli pre-infortunio. Certamente un errore tecnico da principiante. Tuttavia ci si chiede perché quella palla sia capitata ad un giocatore di retroguardia e non sui piedi di chi i goal sarebbe preposto a realizzarli. Ai fini del risultato nulla sarebbe cambiato, ma la dice lunga sulla pochezza mostrata da quella che dovrebbe rappresentare la crem del calcio italiano.

Una sconfitta dolorosa che fa male e che apre nefaste prospettive di retrocessione nella cosiddetta serie B di questo torneo scomodo da un lato, ma nel quale è necessario ben figurare per guadagnare posizioni di vantaggio al momento della composizione dei gironi di qualificazione in vista dei grandi eventi.

Italia: Ormai ci siamo

Sono trascorsi ormai sei mesi dall’infausta serata dell’eliminazione dai mondiali di Canada, Messico e USA per mano della Bosnia Erzegovina. Tanto, almeno sulla carta, sembra cambiato: un nuovoPresidente Federale – già in discussione – un nuovo assetto tecnico, pure questo insediato non senza polemiche e colpi di scena. Un monumento del calcio in carica per venti giorni, un progetto abortito per poi puntare su un ritorno: quello di Roberto Mancini, l’ultimo ad aver portato un trofeo nella bacheca FIGC: l’europeo del 2021. Dopo il trionfo è arrivata l’eliminazione da Qatar ’22 e la successiva fuga in Arabia del tecnico.

Ora Giovanni Malagò l’ha fortemente voluto, affiancato a “Sor” Claudio Ranieri per ripartire. E da stasera le chiacchiere stanno a zero: si ricomincia dalla Nations’League: quattro partite in undici giorni per disegnare il futuro. Si tratta di un torneo minore che tuttavia mette in palio punti ranking, posizioni di favore nei successivi gironi di qualificazione ai prossimi europei e, perché no: soldi e prestigio. Il Presidente Federale ha già fatto comprendere che i risultati sono necessari per ricostruire un’immagine che riporti sponsor e, di conseguenza, introiti.

Roberto Mancini sembra già conscio della missione a lui affidata. Parla di risultati e bel gioco. La sua prima rosa è un misto di vecchie conoscenze, speriamo in cerca di riscatto, e giovani rampanti, alcuni dei quali pescati nei campionati esteri e vogliosi magari di farsi notare dalla serie A. Non resta quindi che attendere, guardare e sperare di ripartire col piede giusto, sperando di non perdersi per l’ennesima volta dopo il campionato europeo.

Eventualmente Galliani: ecco cosa si muove nel calcio italiano

Adriano Galliani nuovo presidente FIGC? Una voce clamorosa, soprattutto a soli tre mesi dall’elezione di Giovanni Malagò, da molti considerata la figura adatta per rilanciare il calcio italiano. Cos’è successo allora? Facciamo ordine.

La vicenda prende le mosse già prima del giorno dell’incoronazione di Malagò. È un’iniziativa di Renato Miele, avvocato ed ex calciatore di buon livello dei primi anni ottanta, la cui candidatura è stata respinta per la mancanza dell’accredito richiesto dallo Statuto FIGC. Miele contesta immediatamente sia la propria esclusione, sia l’ammissione delle candidature di Malagò e di Giancarlo Abete.

Il Tribunale federale nazionale però, giudica il primo ricorso in parte infondato e in parte inammissibile e il 18 giugno  la Corte federale d’appello respinge il reclamo.

Dal momento dell’elezione di Malagò del 22 giugno il contenzioso riguarda anche gli effetti dell’evento stesso. Il nocciolo del contrasto è l’interpretazione del requisito e le conseguenze della sua inosservanza.

L’11 settembre scorso, poi, la Corte federale d’appello a sezioni unite respinge Un ulteriore reclamo di Miele riguardante la delibera assembleare del 22 giugno e gli atti collegati all’ammissione delle candidature. Il dato ridimensiona l’idea di una presidenza già travolta da una sentenza: nell’ambito dei procedimenti federali richiamati, le impugnazioni non hanno prodotto la decadenza di Malagò. La questione rimane comunque aperta. Se da un lato la procura federale guidata da Giuseppe Chinè ha proposto l’archiviazione dell’indagine sul mancato tesseramento, non considerando il mancato possesso materiale della tessera alla presentazione della candidatura un requisito indispensabile nei termini sostenuti dal ricorrente, la Procura generale del CONI ha seguito una strada differente. Dopo avere respinto inizialmente la richiesta proveniente dalla Procura federale, il 14 settembre archivia il procedimento sportivo, rimettendo però la documentazione agli organi del Comitato olimpico per valutare il comportamento della Federazione. In pratica la palla passa idealmente al CONI.

Per bocca dell’attuale presidente Luciano Buonfiglio, successore di Giovanni Malagò, il CONI ha deciso di approfondire la questione, stante le valutazioni del Procuratore Generale che ravvisano comunque l’irregolarità procedurale, per altro non imputabile aMalagò, proprio perché non tesserato. Il commissariamento rimane quindi un’ventualità.

In caso di decadenza del mandato di Malagò la Lega Calcio ha rinnovatol’appoggio al dirigente. Tuttavia alcuni club starebbero sondando la disponibilità di Adriano Galiani a gestire l’eventuale periodo di transizione, potendo contare su un vero uomo di calcio. Una figura, per altro, già in corsa proprio lo scorso aprile, ritirandosi una volta constatata la posizione dei club di serie A.

Daniel Maldini negativo al test anti-droga

All’indomani dell’incidente stradale che ha visto coinvolto il calciatore del Cagliari Daniel Maldini, figlio di Paolo, è circolata la notizia riguardante la presenza di sostanze stupefacenti nel sangue del ragazzo. Secondo i soliti ben informati, sarebbero state la ragione del sinistro causa del ferimento, fortunatamente di lieve identità, di cinque persone. In realtà l’ex attaccante di Milan e Atalanta è stato trovato positivo all’alcool test, tanto da aver subito il ritiro della patente di guida. A quel punto le indagini tossicologiche divenivano un atto dovuto, non certo un pretesto per trarre conclusioni partendo con analisi del tutto fuori luogo.

Un’altra bandiera ci lascia: addio Sandro Mazzola

Un’altro pezzo di storia del calcio italiano ci lascia. Dopo Franco Baresi, nella serata di ieri è arrivata la notizia della morte di Sandro Mazzola, bandiera della “Grande Inter” che rivaleggiava ccol Milan di Gianni Rivera.

Giocatore per certi versi moderno, ha iniziato la carriera come centravanti arretrato chiudendo come centrocampista, capace di abbinare eccellenti doti tecniche e dinamicità. Agli esperti dell’epoca ricordava molto il padre Valentino, capitano ed anima del grande Torino perito a Superga.

In carriera ha conquistato quattro scudetti, due coppe dei campioni, due coppe intercontinentali con l’Inter, mentre con la nazionale italiana è stato protagonista del successo europeo del 1968 e del secondo posto mondiale a Messico ’70, quello della celeberrima “staffetta” con Rivera.

Terminata l’attività agonistica ha ricoperto svariati ruoli dirigenziali nell’Inter, sia con Ivanoe Fraizzoli, con Ernesto Pellegrini e con Massimo Moratti, mentre nei periodi di pausa si è segnalato come eccellente commentatore sportivo, soprattutto come seconda voce durante le telecronache delle partite della nazionale italiana di calcio.

Nazionale italiana di calcio: ecco come inizia la nuova era Mancini

Sono trentaquattro i giocatori che Roberto Mancini ha convocato in vista delle prossime quattro partite di Nations’ League con cui il calcio italiano tenta l’ennesima rinascita della sua storia recente.

Come noto, la FIGC ha deciso di ripartire dall’ultimo tecnico capace di portare un alloro in bacheca. Ecco la sua prima lista dal rientro.

  • Portieri

    Carnesecchi (Atalanta), Donnarumma G. (Manchester City), Pessina (Bologna), Vicario (Juventus);

  • Difensori

    Ahanor (Crystal Palace), Bastoni (Inter), Calafiori (Arsenal), Coppola (Paris FC), Di Lorenzo (Napoli), Dimarco (Inter), Ghilardi (Roma), Kayode (Brentford), Kuadio (Monza), Mancini GL. (Roma), Scalvini (Atalanta);

  • Centrocampisti

    Barella (Inter), Cristante (Roma), Doumbia (Sporting Lisbona), Fagioli (Fiorentina), Frattesi (Lazio), Mandragora (Torino), Romano A., (Cagliari), Tonali (Tottenham);

  • Attaccanti

    Cambiaghi (Bologna), Esposito I (Sassuolo), Esposito II (Inter), Inácio (Borussia Dortmund), Kean (Como), Maldini D. (Cagliari), Raspadori (Atalanta), Scamacca (Atalanta), Vergara , Zaniolo (Udinese), Zoma (Norimberga).

È un autentico tour de force quello che attende gli azzurri con quattro partite in due settimane. Si inizia venerdì 25 allo Stadio Olimpico contro il Belgio, per trasferirsi tre giorni dopo a Bursa contro la Turchia. Dalla Turchia gli azzurri voleranno a Parigi per affrontare la Francia il due ottobre, chiudendo la serie degli impegni con la sfida di Bologna contro la Turchia.

Roberto Mancini ha dovuto rinunciare a Manuel Locatelli, Federico Chiesa e Marco Palestra tutti fuori per infortunio.

Lazio – Icardi: Non è finita

Dopo un mercato a costo zero che non ha impedito a Gennaro Gattuso di plasmare un gruppo capace di partire di gran carriera nel campionato 2026-27, la Lazio sta pensando di mettere a disposizione dell’ex tecnico della nazionale un rinforzo di prestigio. Si tratta di Mauro Icardi, al momento svincolato, ma integro fisicamente e ancora relativamente giovane. In queste ore la società del Presidente Lo Tito è tornata alla carica per assicurarsi le prestazioni dell’attaccante italo-argentino.

Riuscisse a ritrovare una forma fisica quanto meno credibile, l’innato senso del goal che ne ha caratterizzato l’intera carriera potrebbe risultare assai utile per far fare il salto di qualità definitivo ad un gruppo che si sta comportando ottimamente, ma che potrebbe avere nella ristrettezza d’organico il proprio tallone d’Achille.

Nazionale: si riparte da zero!

Meno di venti giorni. Tanto è durato il tentativo del duo Paolo Maldini – Leonardo di dar vita ad un progetto tecnico per riportare in alto il calcio italiano. I due ex dirigenti e bandiere del Milan hanno comunicato la loro decisione irrevocabile in seguito al passo indietro di Andrea Pirlo, l’allenatore individuato da entrambi, finito nella bufera per ragioni extra calcistiche. Evidentemente l’ex Capitano azzurro ha ravvisato nella mancata difesa della sua scelta un attacco a quell’autonomia decisionale “condicio sine qua non” per cui aveva accettato la proposta del nuovo Presidente Federale Giovanni Malagò.

A questo punto si riapre il toto nomi per la conduzione tecnica della nazionale azzurra. Voci danno come favorito Roberto Mancini, l’ultimo allenatore ad aver portato in Italia un trofeo.

Comunque tra nomine, rinunce e intromissioni è un momento triste e caotico per il calcio italiano.

Buon viaggio Osvaldo Bagnoli, “mago della Bovisa”

Lo scorso 3 luglio, giorno del suo novantunesimo compleanno, gli abbiamo dedicato il giusto tributo. Oggi siamo costretti a salutare definitivamente Osvaldo Bagnoli, l’uomo capace di portare Verona sul trono dell’Italia del calcio e, successivamente di far rivivere al vecchio Genoa i fasti dei primi anni del Novecento.

Uomo atipico già nel calcio degli anni ottanta e dell’inizio dei novanta, lascia in tutti un ricordo di semplicità e di genuinità, caratteristiche ben visibili nel gioco delle sue squadre. Infatti, per lui il calcio era logica e concretezza, quest’ultima coltivata fin dall’infanzia trascorsa nella sua Bovisa.

Ora un’intera città, quella che lo ha adottato dal 1957 e che lui ha adottato facendone la sua residenza, chiede di intitolargli lo stadio: quel Bentegodi in cui ha scritto pagine di storia del calcio italiano.

Il sogno di Giovanni Malagò: l’accoppiata Conte – Maldini

Parte all’insegna dell’ambizione la presidenza FIGC di Giovanni Malagò. Il primo obbiettivo è dare una guida tecnica credibile alla Nazionale: non solo a quella maggiore, ma all’intero movimento. Per il ruolo di Commissario Tecnico l’ex Presidente CONI sta tentando di riportare Antonio Conte sulla panchina azzurra. Il tecnico salentino aveva già ben impressionato nel biennio 2014-2016 uscendo ai calci di rigore nei quarti di finale dell’Europeo di Francia 2016, nonostante una rosa non certo di primissimo piano. Tuttavia in quell’edizione gli azzurri sono riusciti a mettere sotto formazioni ben più accreditate come Spagna e Belgio.

Malagò non si ferma, però. La prima squadra dovrebbe divenire il risultato finale di un progetto complessivo da affidare ad un direttore tecnico di spessore. Per questo ruolo l’attuale numero uno del calcio italiano si è rivolto a Paolo Maldini, fuoriclasse in campo e ultimo dirigente ad aver vinto uno scudetto al Milan, società che lo ha scaricato senza riguardi un anno più tardi. Voci molto accreditate rivelano che l’ex capitano azzurro stia valutando seriamente la proposta di Malagò. Un freno? Il desiderio di tornare al suo Milan, cosa al momento possibile solo nel caso in cui l’attuale proprietà trovasse un compratore che metta sul piatto la classica “proposta che non si può rifiutare”.

Alla luce delle ultime mosse di mercato milaniste, questa sembra una possibilità remota. Quindi Maldini in azzurro? I prossimi giorni porteranno una risposta.

Calcio Mercato: La Juventus su Kolo Muani e Dibu Martinez

Fervono le trattative in casa Juventus per consegnare a Luciano Spalletti una rosa competitiva che cancelli le delusioni della passata stagione. Si lavora in ogni reparto, a partire dall’attacco, quasi certamente privo di Dusan Vlahovic, restio ad accettare il nuovo corso bianconero. Jonathan David, dal canto suo, non convince l’ex tecnico della nazionale. Per questo motivo la Juventus sta cercando di riportare in serie A Kolo Muani, attaccante francese che già aveva ben impressionato nel campionato 2024-25. L’accordo col Paris Saint Germain non è dei più semplici, così come lo stipendio del calciatore potrebbe rappresentare un problema.

Sul fronte dei portieri prosegue la rincorsa all’estremo difensore della nazionale argentina Dibu Martinez, giocatore di grande personalità che dovrebbe sostituire Di Gregorio. Troppe le incertezze imputate all’ex Monza e troppa la sfiducia dell’ambiente juventino attorno a questo giocatore, probabilmente bisognoso di un ambiente nuovo per rilanciare una carriera che potrebbe subire uno stop doloroso.

L’Italia passa anche in Grecia: ancora Pio Esposito

La nazionale di calcio targata Silvio Baldini si ripete.

Dopo il successo conquistato a domicilio contro il modesto Lussemburgo, gli azzurri sono andati a vincere anche in Grecia. Stesso punteggio, 1 a 0 e stesso protagonista: Pio Esposito.

Quelli che dovevano essere test pre-mondiali si sono risolti con due successi. Per Baldini si tratta comunque della conferma del buon lavoro che sta portando avanti a livello giovanile. Un lavoro che, speriamo, possa concretizzarsi nella qualificazione ai prossimi giochi olimpici del 2028, appuntamento sistematicamente fallito dal calcio italiano dall’edizione cinese.

Ora, però, l’attenzione va tutta al rinnovo delle cariche federali, appuntamento dal quale dipenderà la strada che si vuole far intraprendere alla nazionale, la cui guida tecnica è destinata a passare di mano.

Gravina e Gattuso verso l’addio. E se la nazionale italiana venisse ripescata?

Tutti devono cambiare affinché nulla cambi? La triste consuetudine sembra confermarsi dopo l’ennesimo fallimento del calcio italiano: facce nuove al vertice e sulla panchina azzurra, problemi strutturali vecchi.

Con molta probabilità quest’oggi il Presidente Federale Gabriele Gravina rassegnerà le sue dimissioni, seguito a ruota dall’altro “Signor G” del calcio italiano Gennaro Gattuso.

Cambiano gli uomini a furor di popolo. I problemi, però, rimangono lì alla luce del sole sotto forma di parco giocatori inadeguato e di strutture fatiscenti.

Ora i toto-nomi possono aprirsi: chi sarà il nuovo Presidente Federale? Chi guiderà la nazionale? Intanto si profila il vuoto! E se in questo vuoto il calcio italiano fosse chiamato a preparare comunque la trasferta per l’America del Nord?

L’eventualità è remota ed è legata a doppio filo alla guerra tra Stati Uniti-Israele ed Iran. L’attuale regime asiatico sembra non aver ritirato l’intenzione di boicottare la massima rassegna calcistica planetaria, aprendo in questo modo una falla nel calendario. A questo punto entra in gioco l’articolo 6.7 del regolamento del mondiale, che dà facoltà alla FIFA di scegliere l’eventuale sostituta di una formazione qualificata intenzionata ritirarsi dalla competizione.

A questo punto bisognerà vedere quali equilibri intenda preservare la Federazione: se quelli geografici invitando gli Emirati Arabi Uniti, la prima delle non qualificate della federazione asiatica, o quelli del prestigio chiamando la nazionale col ranking migliore tra le escluse: l’Italia dodicesima.

Qui il quesito si fa interessante: nel caso, conteranno più i petrodollari degli Emirati o il maggior interesse di cui l’intera manifestazione potrebbe beneficiare presso le vaste comunità italiane presenti in Nord America grazie al ripescaggio degli azzurri? E noi affronteremo l’evento senza guida istituzionale e guida tecnica?

Il Bodo/Glimt passa anche a Milano: Inter fuori.

Non riesce la “remuntada” all’Inter di Cristian Chivu. Il 3 a 1 della partita d’andata si è rivelato una zavorra troppo pesante per la squadra nerazzurra, mai in grado di impensierire realmente i norvegesi del Bodo/Glimt. Anzi: nella ripresa l’ex milanista Jens Peter Hauge pone la pietra tombale sulle residue speranze interiste, ispirando addirittura la rete del raddoppio a circa venti minuti dal termine. Il goal di Alessandro Bastoni serve solamente a salvare, si fa per dire, l’onore della capolista assoluta del campionato italiano.

L’eliminazione fa male alla società milanese in primis e all’intero movimento nazionale. In questo modo infatti svaniscono praticamente tutte le speranze di poter schierare cinque rappresentanti nella prossima Champions’ League, a meno di una vittorie in E.L. di una nostra formazione – Roma, Lazio o Bologna – e sempre che una di queste non si classifichi tra le prime quattro in serie A.

A questo punto il dubbio è legittimo: l’enorme vantaggio acquisito in classifica di un gruppo di giocatori incapace di tener testa ad una rosa il cui monte ingaggi è pari a quello di chi da noi sta lottando per non retrocedere è tutta farina del proprio sacco o è frutto di qualcos’altro?