Giorgio Bracardi: il maestro dell’assurdo

È stato molto più di un comico: un inventore di linguaggi, un provocatore, un artista capace di trasformare l’assurdo in una forma irresistibile di comicità. Con la sua voce inconfondibile, le improvvise esplosioni verbali e la sua galleria di personaggi strampalati, ha lasciato un’impronta originale nello spettacolo italiano.

Dalla radio alla televisione, Giorgio Bracardi ha costruito un universo popolato da figure grottesche, tormentoni e invettive memorabili. Il suo umorismo non cerca necessariamente la battuta tradizionale: punta sul paradosso, sull’eccesso, sul ritmo incalzante e su quel gusto per il nonsense con cui ha anticipato molti linguaggi della comicità moderna.

Alto Gradimento è stato il suo laboratorio ideale, accanto a Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco. Da lì sono usciti l’improbabile uccellaccio Scarpantibus, il petulante Max Vinella, il nostalgico gerarca Ermanno Catenacci, con le sue manganellate, e il professor Marcellini, pronto a spedire tutti «in galeraaa!». Senza dimenticare il disperato grido «Patroclooo!» e le invettive di Malik Maluk.

Pianista e compositore, Bracardi ha portato la stessa follia in televisione, da Quelli della notte a Striscia la Notizia.

Scomparso il 12 ottobre 2026, a 93 anni, lascia un’eredità preziosa: la libertà di essere imprevedibili, irriverenti e magnificamente fuori dagli schemi. Perché Bracardi non si è limitato a far ridere: ha preso in giro le convenzioni, il potere e le nostre piccole manie. E lo ha fatto a modo suo, con una comicità che ha rappresentato un “unicum” nel panorama dello spettacolo italiano.

Addio a Ennio Vitanza

Garbato, competente, Ennio Vitanza è stato uno dei volti storici che hanno raccontato il calcio e lo sport in Tv negli anni settanta ed ottanta.

Breve passato da calciatore nelle file del Torino, una grande passione per il pianoforte, Vitanza, classe 1934, vince il concorso RAI nel 1969, entrando a far parte della redazione sportiva. Sono gli anni in cui si aferma “La domenica sportiva”, mentre prendono piede trasmissioni come “Novantesimo Minuto”, “Domenica Sprint” e “Sport Sera”, quest’ultime da lui condotte per anni. Assieme al collega Gianni Vasino, Vitanza è la voce delle squadre lombarde, mentre diventa uno dei telecronisti di europei e mondiali alle spalle di Nando Martellini e Bruno Pizzul.

Ennio Vitanza è stato uno dei narratori principali delle partite di Coppa UEFA delle squadre italiane. Tra le tante, sua è l’appassionata cronaca della prima impresa europea del Verona di Osvaldo Bagnoli, quando nell’infernale catino del “Maracanà” di Belgrado sconfisse per 3 a 2 la temibile Stella Rossa.

“Fuori dal coro”: Si riparte!

Domenica 27 settembre prende il via la nuova stagione della trasmissione televisiva “Fuori dal Coro” condotta da Mario Giordano su Rete 4. L’unico spazio pronto a dar voce alle istanze alle cosiddette opinioni non allineate è salvo. Curiosamente, però, è partita con un mese di ritardo, suscitando non pochi interrogativi.

Da domenica sera, quindi, la voce stridula di Mario Giordano, fastidiosa soprattutto per quanto di scomodo sostiene, tornerà a raccontarci il disagio nelle periferie, le disfunzioni della sanità, le sofferenze delle persone danneggiate da vaccino, a cui nessuno sembra voler dare ascolto e dignità e lla piaga degli appartamenti occupati. Argomenti questi che raccontano di una società completamente allo sbando. Resta solo da vedere quanto riuscirà a resistere.

Striscia la Notizia verso l’addio!

Tornerà “Striscia la Notizia”, il celeberrimo TG satirico di Antonio Ricci che, per oltre trentacinque anni ha informato divertendo?

A giudicare dalla decisione di chiudere tutti i profili social legati alla trasmissione sembra proprio che in casa Mediaset stia terminando un’epoca: quella del Drive In, di cui la celeberrima striscia quotidiana è stata la diretta discendente.

Servizi trash, spesso rivelatori di realtà scomode, tormentoni e personaggi sono stati il motore di una storia durata più di sette lustri che hanno visto trasformarsi l’Italia e il mondo dei media.Il tentativo, perb altro fallito, di farne una trasmissione settimanale da prima serata – proprio com’era il Drive In – sembra proprio aver sancito la fine di questa storia.