Come salvare capra e cavoli! È quanto emerge dalla decisione presa all’unanimità dal direttivo CONI, per certi versi clamorosa, di nominare Giovanni Malagò nuovo Commissario FIGC. Proprio così: spetterà al Presidente decaduto per vizi di forma guidare la Federcalcio verso nuove elezioni, che lo potranno vedere legittimamente candidato a succedere a sè stesso, dopo il regolare tesseramento per altro avvenuto immediatamente dopo la sua proclamazione di giugno. Il tutto dovrebbe avvenire in tempi relativamente brevi, mettendo insieme il piano giuridico con quello della volontà della base, salvando in questo modo l’assegnazione di Euro ’32 – almeno per il momento.
FIGC
Euro ’32 a rischio in caso di commissariamento FIGC?
È più di un’ipotesi. Il Presidente UEFA non sembra nasconderlo. Facciamo chiarezza.
Tutto parte dalla questione del mancato tesseramento FIGC di Giovanni Malagò al momento della sua elezione al ruolo di Presidente Federale del giugno scorso. Nei prossimi giorni il CONI prenderà la decisione definitiva; decisivo sarà il parere dei quattro giuristi interpellati in proposito. Chiaramente l’eventualità di un commissariamento del calcio italiano è tutt’altro che remota. A far la differenza sarebbe la durata e il ruolo del commissario in carica. In pratica la discriminante riguarda se si limiterà a guidare la federazione verso nuove elezioni, oppure se assumerà funzioni decisionali. L’UEFA interpreterebbe il secondo scenario come un’ingerenza della politica nel mondo dello sport e, analogamente a quanto statuito per la Grecia, potrebbe decidere di far decadere l’assegnazione di Euro ’32 all’Italia, lasciandola alla sola Turchia.
Giova senz’altro ricordare che: mentre i nostri partner sono già avanti nei preparativi, tanto da aver garantito la disponibilità ad ospitare l’intera manifestazione, da noi i lavori di ammodernamento o di costruzione degli impianti sono partiti solo sulla carta. E mancano solo sei anni al calcio d’inizio dell’evento!
Turchia-Italia: chi va e chi resta
Dopo la debacle casalinga nella partita d’esordio contro il Belgio, per la nazionale di Roberto Mancini è già tempo di pensare alla trasferta in Turchia per la 2ª giornata di Nations’ League. Partita decisiva quella di Bursa, da preparare tenendo conto del tour de force imposto da un calendario quanto meno cervellotico. Per ottimizzare al meglio il lavoro, il CT jesino ha pensato di risparmiare il viaggio a dieci giocatori che seguiranno un lavoro fisico-tecnico differenziato, nella speranza di presentarisi al meglio in vista della trasferta di Parigi. Tra loro nomi eccellenti, tra cui Nicolò Barella e Gianluca Mancini e, con loro anche: Honest Ahanor, Diego Coppola, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Daniel Maldini, Massimo Pessina, Samuele Ricci e Mohamed Alì Zoma.
Pertanto i ventitré che partiranno per la Turchia sono i portieri Carnesecchi, Donnarumma e Vicario; i difensori Bastoni, Calafiori, Di Lorenzo, Ghilardi, Kayode, Ruggeri e Scalvini; i centrocampistiDoumbia, Fagioli, Frattesi, Mandragora, Romano e Tonali; gli attaccanti Cambiaghi, P. Esposito, S. Esposito, Kean, Raspadori, Scamacca e Vergara.
Alla luce di quanto visto, probabilmente Sandro Tonali avrebbe avuto bisogno di essere tra i dieci rimasti a Coverciano. Il forte centrocampista ex Milan, probabilmente l’uomo di maggior talento del nostro calcio assieme a Donnarumma, ha palesato una condizione fisica decisamente insufficiente.
Italia: Ormai ci siamo
Sono trascorsi ormai sei mesi dall’infausta serata dell’eliminazione dai mondiali di Canada, Messico e USA per mano della Bosnia Erzegovina. Tanto, almeno sulla carta, sembra cambiato: un nuovoPresidente Federale – già in discussione – un nuovo assetto tecnico, pure questo insediato non senza polemiche e colpi di scena. Un monumento del calcio in carica per venti giorni, un progetto abortito per poi puntare su un ritorno: quello di Roberto Mancini, l’ultimo ad aver portato un trofeo nella bacheca FIGC: l’europeo del 2021. Dopo il trionfo è arrivata l’eliminazione da Qatar ’22 e la successiva fuga in Arabia del tecnico.
Ora Giovanni Malagò l’ha fortemente voluto, affiancato a “Sor” Claudio Ranieri per ripartire. E da stasera le chiacchiere stanno a zero: si ricomincia dalla Nations’League: quattro partite in undici giorni per disegnare il futuro. Si tratta di un torneo minore che tuttavia mette in palio punti ranking, posizioni di favore nei successivi gironi di qualificazione ai prossimi europei e, perché no: soldi e prestigio. Il Presidente Federale ha già fatto comprendere che i risultati sono necessari per ricostruire un’immagine che riporti sponsor e, di conseguenza, introiti.
Roberto Mancini sembra già conscio della missione a lui affidata. Parla di risultati e bel gioco. La sua prima rosa è un misto di vecchie conoscenze, speriamo in cerca di riscatto, e giovani rampanti, alcuni dei quali pescati nei campionati esteri e vogliosi magari di farsi notare dalla serie A. Non resta quindi che attendere, guardare e sperare di ripartire col piede giusto, sperando di non perdersi per l’ennesima volta dopo il campionato europeo.
Eventualmente Galliani: ecco cosa si muove nel calcio italiano
Adriano Galliani nuovo presidente FIGC? Una voce clamorosa, soprattutto a soli tre mesi dall’elezione di Giovanni Malagò, da molti considerata la figura adatta per rilanciare il calcio italiano. Cos’è successo allora? Facciamo ordine.
La vicenda prende le mosse già prima del giorno dell’incoronazione di Malagò. È un’iniziativa di Renato Miele, avvocato ed ex calciatore di buon livello dei primi anni ottanta, la cui candidatura è stata respinta per la mancanza dell’accredito richiesto dallo Statuto FIGC. Miele contesta immediatamente sia la propria esclusione, sia l’ammissione delle candidature di Malagò e di Giancarlo Abete.
Il Tribunale federale nazionale però, giudica il primo ricorso in parte infondato e in parte inammissibile e il 18 giugno la Corte federale d’appello respinge il reclamo.
Dal momento dell’elezione di Malagò del 22 giugno il contenzioso riguarda anche gli effetti dell’evento stesso. Il nocciolo del contrasto è l’interpretazione del requisito e le conseguenze della sua inosservanza.
L’11 settembre scorso, poi, la Corte federale d’appello a sezioni unite respinge Un ulteriore reclamo di Miele riguardante la delibera assembleare del 22 giugno e gli atti collegati all’ammissione delle candidature. Il dato ridimensiona l’idea di una presidenza già travolta da una sentenza: nell’ambito dei procedimenti federali richiamati, le impugnazioni non hanno prodotto la decadenza di Malagò. La questione rimane comunque aperta. Se da un lato la procura federale guidata da Giuseppe Chinè ha proposto l’archiviazione dell’indagine sul mancato tesseramento, non considerando il mancato possesso materiale della tessera alla presentazione della candidatura un requisito indispensabile nei termini sostenuti dal ricorrente, la Procura generale del CONI ha seguito una strada differente. Dopo avere respinto inizialmente la richiesta proveniente dalla Procura federale, il 14 settembre archivia il procedimento sportivo, rimettendo però la documentazione agli organi del Comitato olimpico per valutare il comportamento della Federazione. In pratica la palla passa idealmente al CONI.
Per bocca dell’attuale presidente Luciano Buonfiglio, successore di Giovanni Malagò, il CONI ha deciso di approfondire la questione, stante le valutazioni del Procuratore Generale che ravvisano comunque l’irregolarità procedurale, per altro non imputabile aMalagò, proprio perché non tesserato. Il commissariamento rimane quindi un’ventualità.
In caso di decadenza del mandato di Malagò la Lega Calcio ha rinnovatol’appoggio al dirigente. Tuttavia alcuni club starebbero sondando la disponibilità di Adriano Galiani a gestire l’eventuale periodo di transizione, potendo contare su un vero uomo di calcio. Una figura, per altro, già in corsa proprio lo scorso aprile, ritirandosi una volta constatata la posizione dei club di serie A.
Nazionale italiana di calcio: ecco come inizia la nuova era Mancini
Sono trentaquattro i giocatori che Roberto Mancini ha convocato in vista delle prossime quattro partite di Nations’ League con cui il calcio italiano tenta l’ennesima rinascita della sua storia recente.
Come noto, la FIGC ha deciso di ripartire dall’ultimo tecnico capace di portare un alloro in bacheca. Ecco la sua prima lista dal rientro.
Portieri
Carnesecchi (Atalanta), Donnarumma G. (Manchester City), Pessina (Bologna), Vicario (Juventus);
Difensori
Ahanor (Crystal Palace), Bastoni (Inter), Calafiori (Arsenal), Coppola (Paris FC), Di Lorenzo (Napoli), Dimarco (Inter), Ghilardi (Roma), Kayode (Brentford), Kuadio (Monza), Mancini GL. (Roma), Scalvini (Atalanta);
Centrocampisti
Barella (Inter), Cristante (Roma), Doumbia (Sporting Lisbona), Fagioli (Fiorentina), Frattesi (Lazio), Mandragora (Torino), Romano A., (Cagliari), Tonali (Tottenham);
Attaccanti
Cambiaghi (Bologna), Esposito I (Sassuolo), Esposito II (Inter), Inácio (Borussia Dortmund), Kean (Como), Maldini D. (Cagliari), Raspadori (Atalanta), Scamacca (Atalanta), Vergara , Zaniolo (Udinese), Zoma (Norimberga).
È un autentico tour de force quello che attende gli azzurri con quattro partite in due settimane. Si inizia venerdì 25 allo Stadio Olimpico contro il Belgio, per trasferirsi tre giorni dopo a Bursa contro la Turchia. Dalla Turchia gli azzurri voleranno a Parigi per affrontare la Francia il due ottobre, chiudendo la serie degli impegni con la sfida di Bologna contro la Turchia.
Roberto Mancini ha dovuto rinunciare a Manuel Locatelli, Federico Chiesa e Marco Palestra tutti fuori per infortunio.
Il sogno di Giovanni Malagò: l’accoppiata Conte – Maldini
Parte all’insegna dell’ambizione la presidenza FIGC di Giovanni Malagò. Il primo obbiettivo è dare una guida tecnica credibile alla Nazionale: non solo a quella maggiore, ma all’intero movimento. Per il ruolo di Commissario Tecnico l’ex Presidente CONI sta tentando di riportare Antonio Conte sulla panchina azzurra. Il tecnico salentino aveva già ben impressionato nel biennio 2014-2016 uscendo ai calci di rigore nei quarti di finale dell’Europeo di Francia 2016, nonostante una rosa non certo di primissimo piano. Tuttavia in quell’edizione gli azzurri sono riusciti a mettere sotto formazioni ben più accreditate come Spagna e Belgio.
Malagò non si ferma, però. La prima squadra dovrebbe divenire il risultato finale di un progetto complessivo da affidare ad un direttore tecnico di spessore. Per questo ruolo l’attuale numero uno del calcio italiano si è rivolto a Paolo Maldini, fuoriclasse in campo e ultimo dirigente ad aver vinto uno scudetto al Milan, società che lo ha scaricato senza riguardi un anno più tardi. Voci molto accreditate rivelano che l’ex capitano azzurro stia valutando seriamente la proposta di Malagò. Un freno? Il desiderio di tornare al suo Milan, cosa al momento possibile solo nel caso in cui l’attuale proprietà trovasse un compratore che metta sul piatto la classica “proposta che non si può rifiutare”.
Alla luce delle ultime mosse di mercato milaniste, questa sembra una possibilità remota. Quindi Maldini in azzurro? I prossimi giorni porteranno una risposta.
Il calcio italiano ha scelto: Giovanni Malagò nuovo presidente FIGC
Con l’elezione di Giovanni Malagò a nuovo presidente FIGC, inizia l’ennesima ricostruzione del calcio italiano, uscito a pezzi dalla terza eliminazione consecutiva dalla fase finale di un mondiale. L’ex Presidente del CONI ha ottenuto oltre il 68 % dei voti giunti da tutte le società professionistiche, dalle associazioni di calciatori ed allenatori e da parte di quel mondo dilettante che aveva avanzato la candidatura dello sfidante Giancarlo Abete.
L’auspicio è che Malagò, 67 anni, riesca ad ottenere nel calcio gli ottimi risultati conseguiti alla guida del CONI, coincisa col maggior numero di medaglie nella storia dello sport italiano conquistatee sia alle Olimpiadi di Tokio, sia a quelle di Parigi.
Il rilancio della nazionale di calcio, unito a quello delle squadre di club in Europa sono le sfide principali che Malagò si trova ad affrontare, unite a quella ormai annosa legata alla vetustà delle strutture calcistiche. In vista c’è parte dell’organizzazione di EURO 2032 in partnership con la Turchia.
Non resta che augurargli buon lavoro. Ne avrà certamente bisogno.