Tutti devono cambiare affinchĂ© nulla cambi? La triste consuetudine sembra confermarsi dopo l’ennesimo fallimento del calcio italiano: facce nuove al vertice e sulla panchina azzurra, problemi strutturali vecchi.
Con molta probabilitĂ quest’oggi il Presidente Federale Gabriele Gravina rassegnerĂ le sue dimissioni, seguito a ruota dall’altro “Signor G” del calcio italiano Gennaro Gattuso.
Cambiano gli uomini a furor di popolo. I problemi, però, rimangono lì alla luce del sole sotto forma di parco giocatori inadeguato e di strutture fatiscenti.
Ora i toto-nomi possono aprirsi: chi sarĂ il nuovo Presidente Federale? Chi guiderĂ la nazionale? Intanto si profila il vuoto! E se in questo vuoto il calcio italiano fosse chiamato a preparare comunque la trasferta per l’America del Nord?
L’eventualità è remota ed è legata a doppio filo alla guerra tra Stati Uniti-Israele ed Iran. L’attuale regime asiatico sembra non aver ritirato l’intenzione di boicottare la massima rassegna calcistica planetaria, aprendo in questo modo una falla nel calendario. A questo punto entra in gioco l’articolo 6.7 del regolamento del mondiale, che dĂ facoltĂ alla FIFA di scegliere l’eventuale sostituta di una formazione qualificata intenzionata ritirarsi dalla competizione.
A questo punto bisognerĂ vedere quali equilibri intenda preservare la Federazione: se quelli geografici invitando gli Emirati Arabi Uniti, la prima delle non qualificate della federazione asiatica, o quelli del prestigio chiamando la nazionale col ranking migliore tra le escluse: l’Italia dodicesima.
Qui il quesito si fa interessante: nel caso, conteranno piĂą i petrodollari degli Emirati o il maggior interesse di cui l’intera manifestazione potrebbe beneficiare presso le vaste comunitĂ italiane presenti in Nord America grazie al ripescaggio degli azzurri? E noi affronteremo l’evento senza guida istituzionale e guida tecnica?