Inter e Napoli: serata Champions’ da incubo

Seconda giornata di Champions’ da dimenticare per Inter e Napoli. Le due formazioni italiane cadono in casa rispettivamente contro Bruges e Villa Real. Una battuta d’arresto grave perché: oltre ad essere arrivata sul campo amico, è giunta contro due formazioni non di prima fascia.

A Milano l’Inter ha dovuto inchinarsi alla grande serata di Nicolò Tresoldi, attaccante di origine italiana con passaporto tedesco ed argentino conteso da tre nazionali, autore di una tripletta memorabile. Contro i belgi agli uomini di Chivu non riesce la rimonta e lo zero in classifica dopo due partite rimane una triste realtà.

Non va meglio la serata al Napoli in casa contro gli spagnoli del Villa Real. I partenopei passano in vantaggio ma crollano alla distanza, mancando l’occasione di conquistare punti contro una pari livello..

Ad un quarto del cammino la Champions’ sta decretando l’inadeguatezza delle due formazioni principali del calcio italiano.

Morro d’Oro: Sessantenne abbatte drone del vicino a fucilate. Denunciato.

Dal fastidio per un ronzio alle fucilate il passo è stato incredibilmente breve. Accade a Morro d’Oro, in provincia di Teramo, dove un sessantenne ha pensato bene di risolvere a modo suo un problema di vicinato: abbattendo a colpi di fucile il drone di un altro residente.

Quest’ultimo si stava esercitando con il velivolo radiocomandato nei pressi della propria abitazione quando l’apparecchio si è avvicinato alla casa del sessantenne. L’uomo, secondo quanto ricostruito, era esasperato dal ronzio che lo disturbava ormai da giorni. Così ha imbracciato il fucile, sparato e centrato il bersaglio.

Sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Notaresco, che hanno denunciato l’uomo per danneggiamento, ritirandogli cautelativamente due fucili regolarmente detenuti.

Una vicenda quasi surreale, che però solleva interrogativi seri: fino a che punto può spingersi la reazione a un disturbo? E quali diritti possiede chi pilota un drone?

L’ENAC regolamenta anche l’impiego ricreativo di questi apparecchi. Nella categoria aperta, generalmente utilizzata per i voli amatoriali, il drone deve rimanere visibile al pilota, non superare i 120 metri d’altezza e rispettare distanze di sicurezza, privacy e zone interdette. Sono inoltre previsti assicurazione e, salvo specifiche esenzioni, registrazione su d-flight e attestato di pilotaggio.

Insomma, il cielo non è terra di nessuno. Ma nemmeno un poligono di tiro.

Papa Leone XIV: Oggi l’intervento

Da qualche ora Papa Leone XIV è ricoverato al Policlinico Gemelli per l’asportazione del nodulo al polmone di cui lui stesso ha dato notizia al termine dell’Angelus di domenica 11 ottobre. Il problema gli sarebbe stato riscontrato attraverso alcuni accertamenti effettuati per scoprire la causa della fastidiosa infezione respiratoria di cui stava soffrendo negli ultimi tempi. Secondo fonti vicine a Prevost si tratta di una massa ai primissimi stadi che non deve destare preoccupazioni per le sue future condizioni di salute.

Con l’annuncio di domenica scorsa il Papa stesso avrebbe inteso fugare ogni possibile dubbio sulle sue effettive condizioni. Solo i mesi a venire daranno risposta circa la situazione reale.

Jannik Sinner: Stagione 2026 finita

La splendida vittoria conquistata sull’erba di Wimbledon è stato ufficialmente l’ultimo atto della stagione tennistica di Jannik Sinner. Da allora il fuoriclasse di Sesto Pusteria è ai box per curare il problema al ginocchio destro che, evidentemente, gli impedisce di scendere in campo. La decisione è arrivata all’indomani della diagnosi del Prof. Bertrand Sonnerydi Lione Cottet, il quale ha confermato la presenza della tendinopatia extra-articolare precedentemente diagnosticata.

Sinner ha avvertito il fastidio alla ripresa degli allenamenti dopo le vacanze post Wimbledon, con i primi controlli alla vigilia della partenza per la trasferta nordamericana. In questo periodo si è sottoposto ad un lungo ciclo di fisioterapia al J Medical di Torino, che si è prolungata fino a dopo gli US Open. Nel frattempo arrivava anche l’annuncio dell’altoadesino di non partecipare al Master Cinquecento di Pechino per portare a termine le cure e per iniziare la preparazione. Gli allenamenti proseguivano senza intoppi, con intensità sempre crescente, tanto da indurlo a confermare la sua partecipazione al Master Mille di Shanghai. Al momento di partire, però, il problema si è ripresentato: da lì la triste decisione.

Lo scopo del lungo stop, certamente doloroso in chiave agonistica, è quello di prevenire il rischio di recidiva – frequente – e di calcificazione che renderebbe il problema decisamente più grave. Jannik Sinner ha deciso di ragionare a lungo termine per il bene della sua carriera e per il bene dell’intero tennis italiano.

Flavio Bolsonaro in vantaggio dopo il primo turno, mentre Pedro Sanchez getta la spugna

Giornata difficile per la sinistra mondiale.

In Brasile Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex Presidente Jair incarcerato e dichiarato ineleggibile dopo i fatti del 2022, si è imposto a sorpresa al primo turno delle elezioni politiche, sopravanzando Lula di due punti. Non avendo raggiunto il cinquanta per cento necessario per l’elezione diretta, i due si affronteranno al ballottaggio previsto per il prossimo 25 ottobre. A venir in soccorso dello sfidante dell’attuale numero uno brasiliano dovrebbero contribuire i voti della destra moderata pari a circa il sette per cento.

Mentre giungevano le notizie riguardanti la sconfitta di Lula, in Spagna Pedro Sanchez decideva di rassegnare le dimissioni da Primo Ministro indicendo elezioni anticipate per il prossimo 29 novembre.

Socialista, punto di riferimento dell’intera area progressista italiana, è caduto sui decreti casa, ma ha certamente pagato anche il disastro umanitario vissuto dall’enclave di Ceuta e Melilla l’estate scorsa. Il governo ha cercato di minimizzarne gli effetti, ma i danni materiali per le popolazioni locali e quelli d’immagine per la Spagna intera sono rimasti.

Euro ’32 a rischio in caso di commissariamento FIGC?

È più di un’ipotesi. Il Presidente UEFA non sembra nasconderlo. Facciamo chiarezza.

Tutto parte dalla questione del mancato tesseramento FIGC di Giovanni Malagò al momento della sua elezione al ruolo di Presidente Federale del giugno scorso. Nei prossimi giorni il CONI prenderà la decisione definitiva; decisivo sarà il parere dei quattro giuristi interpellati in proposito. Chiaramente l’eventualità di un commissariamento del calcio italiano è tutt’altro che remota. A far la differenza sarebbe la durata e il ruolo del commissario in carica. In pratica la discriminante riguarda se si limiterà a guidare la federazione verso nuove elezioni, oppure se assumerà funzioni decisionali. L’UEFA interpreterebbe il secondo scenario come un’ingerenza della politica nel mondo dello sport e, analogamente a quanto statuito per la Grecia, potrebbe decidere di far decadere l’assegnazione di Euro ’32 all’Italia, lasciandola alla sola Turchia.

Giova senz’altro ricordare che: mentre i nostri partner sono già avanti nei preparativi, tanto da aver garantito la disponibilità ad ospitare l’intera manifestazione, da noi i lavori di ammodernamento o di costruzione degli impianti sono partiti solo sulla carta. E mancano solo sei anni al calcio d’inizio dell’evento!

Francia-Italia 1-1: Gli azzurri rispondono “presente”!

Dopo la larga vittoria in Turchia si attendevano risposte dalla nazionale italiana di calcio allenata da Roberto Mancini. L’attesa era quella di sapere se sul difficile campo di Parigi, in casa di una delle nazionali più attrezzate del panorama internazionale avremmo visto la formazione spaurita battuta dal Belgio, o quella autoritaria ammirata a Bursa.I novanta minuti più recupero della terza partita di Nations’ League sembrano aver decretato che il 4 a 1 rifilato agli uomini di Vincenzo Montella non è stato un caso. Al netto di alcune parate da cineteca di Gianluigi Donnarumma, gli azzurri hanno disputato un’ottima gara. Passati in svantaggio nel primo tempo, non si sono persi d’animo. Hanno costruito senza disunirsi, hanno creato occasioni, fino a trovare il goal del pareggio con Alessandro Bastoni, il quale sembra essersi lasciato alle spalle il periodo nero della stagione passata.

A pareggio raggiunto gli azzurri non si sono fermati. Hanno continuato ad attaccare creando i presupposti affinché i padroni di casa si trovassero con un uomo in meno. Tuttavia pure i ragazzi di Zidane non desistevano dal cercare il goal vittoria per un finale ricco di pathos.

Alla fine ne esce un buon pareggio che permette ai francesi di mantenere la testa del girone e all’Italia di allontanare ulteriormente la Turchia rimanendo in scia delle due battistrada.

Nella serata di Parigi, oltre ai citati Donnarumma e Bastoni meritano attenzione le prove del laterale destro Kaiode e dell’esordiente Vergara. Entrato a metà del secondo tempo, l’attaccante del Napoli si è dimostrato una spina nel fianco della difesa avversaria, dimostrando anche grandi attitudini al sacrificio.

Basket: Pazza Virtus e Olimpiakos battuto 96-94

Serviva una notte quasi perfetta per battere i campioni d’Europa dell’Olympiacos, soprattutto se qualcuno ti considera la “Cenerentola” della compagnia. La Virtus Bologna ha trovato forse qualcosa di più al PalaDozza, al termine di quaranta minuti giocati senza paura e di un finale semplicemente folle: 96-94 e prima vittoria stagionale in Eurolega.

Le V nere partono a mille, chiudono avanti il primo quarto 33-30 e rispondono al tiro pesante dei greci attaccando con continuità il ferro. All’intervallo lungo l’Olympiacos mette appena il naso avanti, 49-50, ma Bologna riparte con coraggio e al 30’ conduce 75-70. Nell’ultimo periodo, però, i campioni in carica cambiano marcia: parziale di 10-0 e partita completamente ribaltata.

La Virtus non crolla. Aliou Diarra, monumentale sotto canestro con 18 punti e 14 rimbalzi, la tiene aggrappata alla partita fino all’incredibile volata conclusiva. Ndiaye firma una giocata da tre punti, Diarra replica e Bologna torna avanti. Mancano sei secondi quando Jean Montero penetra e realizza il canestro del 94-93 Olympiacos. Sembra la beffa definitiva.

Sembra, appunto. Ultimo possesso Virtus: palla a Marcus Carr, arresto da otto metri, in equilibrio precario, tiro disperato mentre il tempo muore. La sirena suona, la palla entra: tripla, 96-94. Il PalaDozza esplode. Due giorni dopo aver perso sulla sirena contro Milano, Bologna scopre quanto può essere meraviglioso trovarsi dall’altra parte del miracolo.

Portogallo: Vittoria in Danimarca nella bufera

Vincendo per 4 a 2 in Danimarca il Portogallo rimane a punteggio pieno anche dopo la terza giornata di Nations’ League, in un girone che, oltre ai danesi, comprende pure la forte Norvegia di Erling Haaland. Il calcio lusitano, quindi, sembra aver assorbito al meglio la delusione seguita al risultato tutto sommato modesto dell’ultima edizione dei mondiali di calcio.

Eppure mai come ora tira aria di tempesta attorno alla nazionale portoghese. A surriscaldare gli animi c’è la diatriba tra il tecnico Jorge Jesus e Cristiano Ronaldo, fuggito dal ritiro dopo aver saputo che pure nella sfida di Copenaghen sarebbe partito dalla panchina.

Dopo la garad’esordio di questa manifestazione, che ha visto in campo il cinque volte pallone d’oro con risultati oggettivamente imbarazzanti, l’allenatore ha deciso di anteporre il bene della squadra al prestigio. Probabilmente una maggiore chiarezza d’intenti da parte dell’intero staff tecnico e dirigenziale della federcalcio lusitana avrebbe evitato la fine ingloriosa del rapporto con chi ha fatto la storia del calcio.

D’altra parte a CR7 un filino di umiltà ed autoconsapevolezza non guasterebbe.

Vittorio Sgarbi nuovamente ricoverato

Vittorio Sgarbi, critico e storico dell’arte dalla vis polemica prorompente, è nuovamente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. La conferma arriva dalla direzione sanitaria della struttura stessa la quale, tuttavia, mantiene il riserbo assoluto sulle motivazioni che lo avrebbero condotto addirittura alla necessità di ricorrere alla terapia intensiva.

Il settantaquattrenne intellettuale ferrarese si stava riprendendo da un difficilissimo periodo di depressione, molto probabilmente conseguenza diretta delle accuse, successivamente archiviate, di riciclaggio di beni culturali, contraffazione di opere d’arte e autoriciclaggio di beni culturali. L’oggetto delle indagini era “La cattura di San Pietro”, dipinto seicentesco di proprietà di Sgarbi stesso, attribuito a Rutilio Manetti.

A pesare sulle condizioni fisiche dell’ex esponente di Forza Italia potrebbe contribuire altresì il suo passato clinico. Sgarbi, infatti, ha subito un intervento per la rimozione di un cancro alla prostata e un’ischemiacardiaca nel 2023.

“Fuori dal coro”: Si riparte!

Domenica 27 settembre prende il via la nuova stagione della trasmissione televisiva “Fuori dal Coro” condotta da Mario Giordano su Rete 4. L’unico spazio pronto a dar voce alle istanze alle cosiddette opinioni non allineate è salvo. Curiosamente, però, è partita con un mese di ritardo, suscitando non pochi interrogativi.

Da domenica sera, quindi, la voce stridula di Mario Giordano, fastidiosa soprattutto per quanto di scomodo sostiene, tornerà a raccontarci il disagio nelle periferie, le disfunzioni della sanità, le sofferenze delle persone danneggiate da vaccino, a cui nessuno sembra voler dare ascolto e dignità e lla piaga degli appartamenti occupati. Argomenti questi che raccontano di una società completamente allo sbando. Resta solo da vedere quanto riuscirà a resistere.

Eventualmente Galliani: ecco cosa si muove nel calcio italiano

Adriano Galliani nuovo presidente FIGC? Una voce clamorosa, soprattutto a soli tre mesi dall’elezione di Giovanni Malagò, da molti considerata la figura adatta per rilanciare il calcio italiano. Cos’è successo allora? Facciamo ordine.

La vicenda prende le mosse già prima del giorno dell’incoronazione di Malagò. È un’iniziativa di Renato Miele, avvocato ed ex calciatore di buon livello dei primi anni ottanta, la cui candidatura è stata respinta per la mancanza dell’accredito richiesto dallo Statuto FIGC. Miele contesta immediatamente sia la propria esclusione, sia l’ammissione delle candidature di Malagò e di Giancarlo Abete.

Il Tribunale federale nazionale però, giudica il primo ricorso in parte infondato e in parte inammissibile e il 18 giugno  la Corte federale d’appello respinge il reclamo.

Dal momento dell’elezione di Malagò del 22 giugno il contenzioso riguarda anche gli effetti dell’evento stesso. Il nocciolo del contrasto è l’interpretazione del requisito e le conseguenze della sua inosservanza.

L’11 settembre scorso, poi, la Corte federale d’appello a sezioni unite respinge Un ulteriore reclamo di Miele riguardante la delibera assembleare del 22 giugno e gli atti collegati all’ammissione delle candidature. Il dato ridimensiona l’idea di una presidenza già travolta da una sentenza: nell’ambito dei procedimenti federali richiamati, le impugnazioni non hanno prodotto la decadenza di Malagò. La questione rimane comunque aperta. Se da un lato la procura federale guidata da Giuseppe Chinè ha proposto l’archiviazione dell’indagine sul mancato tesseramento, non considerando il mancato possesso materiale della tessera alla presentazione della candidatura un requisito indispensabile nei termini sostenuti dal ricorrente, la Procura generale del CONI ha seguito una strada differente. Dopo avere respinto inizialmente la richiesta proveniente dalla Procura federale, il 14 settembre archivia il procedimento sportivo, rimettendo però la documentazione agli organi del Comitato olimpico per valutare il comportamento della Federazione. In pratica la palla passa idealmente al CONI.

Per bocca dell’attuale presidente Luciano Buonfiglio, successore di Giovanni Malagò, il CONI ha deciso di approfondire la questione, stante le valutazioni del Procuratore Generale che ravvisano comunque l’irregolarità procedurale, per altro non imputabile aMalagò, proprio perché non tesserato. Il commissariamento rimane quindi un’ventualità.

In caso di decadenza del mandato di Malagò la Lega Calcio ha rinnovatol’appoggio al dirigente. Tuttavia alcuni club starebbero sondando la disponibilità di Adriano Galiani a gestire l’eventuale periodo di transizione, potendo contare su un vero uomo di calcio. Una figura, per altro, già in corsa proprio lo scorso aprile, ritirandosi una volta constatata la posizione dei club di serie A.

La disfida della gonna

L’assioma, poi ritrattato, riguardante l’affidabilità delle rappresentanti del gentil sesso rapportato con la lunghezza della gonna indossata formulato dal Ministro degli Esteri Antonio Taiani, ha movimentato il dibattito di questi ultimi giorni.

Ad alimentare ulteriormente la polemica ha contribuito senz’altro l’intervento, dichiaratamente goliardico, del Generale Roberto Vannacci, il quale ha dichiarato che tra gonna lunga e gonna corta, preferisce senza gonna. A nulla gli è servito spiegare che lui non giudica una persona dalla mise. Le reazioni sono state dure, i giudizi inappellabili, con le senatrici dell’opposizione in Parlamento sfoggiando abitini e minigonne.

Fa specie notare che siano le stesse che non stanno muovendo un dito riguardo alle costrizioni di a cui milioni di donne sono sottoposte nel mondo. E, soprattutto, peccato che le stesse non abbiano dato peso alla seconda parte del ragionamento originale di Taiani, che metteva in relazione il modo di vestire di un eventuale fidanzato delle figlie, con l’uomo in giacca e cravatta più affidabile rispetto a quello palestrato e tatuato che si presenta vestito casual.

Quattordicenne pianificava accoltellamento alla professoressa

I carabinieri di Lamezia Terme avrebbero sventato un tentativo di accoltellamento da parte di uno studente di quattordicianni ai danni della propria professoressa d’Italiano. Secondo gli inquirenti il ragazzo, iscritto all’Istituto comprensivo “Nicotera-Costabile” della città calabrese, stava organizzando l’azione con l’appoggio di un gruppo Telegram ed avrebbe nascosto l’arma del delitto nei bagni della scuola.

Decisiva si è rivelata l’intercettazione delle conversazioni online affinché le forze dell’ordine potessero sventare questo nuovo crimine scolastico. Durante la sucessiva perquisizione domiciliare le stesse avrebbero sequestrato gli abiti indossati dal ragazzo nelle foto social pubblicate.

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una vicenda che vede la commistione tra web e violenza da parte di adolescenti poco più che bambini, pronti ad agire come adulti però.

Un’altra bandiera ci lascia: addio Sandro Mazzola

Un’altro pezzo di storia del calcio italiano ci lascia. Dopo Franco Baresi, nella serata di ieri è arrivata la notizia della morte di Sandro Mazzola, bandiera della “Grande Inter” che rivaleggiava ccol Milan di Gianni Rivera.

Giocatore per certi versi moderno, ha iniziato la carriera come centravanti arretrato chiudendo come centrocampista, capace di abbinare eccellenti doti tecniche e dinamicità. Agli esperti dell’epoca ricordava molto il padre Valentino, capitano ed anima del grande Torino perito a Superga.

In carriera ha conquistato quattro scudetti, due coppe dei campioni, due coppe intercontinentali con l’Inter, mentre con la nazionale italiana è stato protagonista del successo europeo del 1968 e del secondo posto mondiale a Messico ’70, quello della celeberrima “staffetta” con Rivera.

Terminata l’attività agonistica ha ricoperto svariati ruoli dirigenziali nell’Inter, sia con Ivanoe Fraizzoli, con Ernesto Pellegrini e con Massimo Moratti, mentre nei periodi di pausa si è segnalato come eccellente commentatore sportivo, soprattutto come seconda voce durante le telecronache delle partite della nazionale italiana di calcio.

Nazionale italiana di calcio: ecco come inizia la nuova era Mancini

Sono trentaquattro i giocatori che Roberto Mancini ha convocato in vista delle prossime quattro partite di Nations’ League con cui il calcio italiano tenta l’ennesima rinascita della sua storia recente.

Come noto, la FIGC ha deciso di ripartire dall’ultimo tecnico capace di portare un alloro in bacheca. Ecco la sua prima lista dal rientro.

  • Portieri

    Carnesecchi (Atalanta), Donnarumma G. (Manchester City), Pessina (Bologna), Vicario (Juventus);

  • Difensori

    Ahanor (Crystal Palace), Bastoni (Inter), Calafiori (Arsenal), Coppola (Paris FC), Di Lorenzo (Napoli), Dimarco (Inter), Ghilardi (Roma), Kayode (Brentford), Kuadio (Monza), Mancini GL. (Roma), Scalvini (Atalanta);

  • Centrocampisti

    Barella (Inter), Cristante (Roma), Doumbia (Sporting Lisbona), Fagioli (Fiorentina), Frattesi (Lazio), Mandragora (Torino), Romano A., (Cagliari), Tonali (Tottenham);

  • Attaccanti

    Cambiaghi (Bologna), Esposito I (Sassuolo), Esposito II (Inter), Inácio (Borussia Dortmund), Kean (Como), Maldini D. (Cagliari), Raspadori (Atalanta), Scamacca (Atalanta), Vergara , Zaniolo (Udinese), Zoma (Norimberga).

È un autentico tour de force quello che attende gli azzurri con quattro partite in due settimane. Si inizia venerdì 25 allo Stadio Olimpico contro il Belgio, per trasferirsi tre giorni dopo a Bursa contro la Turchia. Dalla Turchia gli azzurri voleranno a Parigi per affrontare la Francia il due ottobre, chiudendo la serie degli impegni con la sfida di Bologna contro la Turchia.

Roberto Mancini ha dovuto rinunciare a Manuel Locatelli, Federico Chiesa e Marco Palestra tutti fuori per infortunio.

Lazio – Icardi: Non è finita

Dopo un mercato a costo zero che non ha impedito a Gennaro Gattuso di plasmare un gruppo capace di partire di gran carriera nel campionato 2026-27, la Lazio sta pensando di mettere a disposizione dell’ex tecnico della nazionale un rinforzo di prestigio. Si tratta di Mauro Icardi, al momento svincolato, ma integro fisicamente e ancora relativamente giovane. In queste ore la società del Presidente Lo Tito è tornata alla carica per assicurarsi le prestazioni dell’attaccante italo-argentino.

Riuscisse a ritrovare una forma fisica quanto meno credibile, l’innato senso del goal che ne ha caratterizzato l’intera carriera potrebbe risultare assai utile per far fare il salto di qualità definitivo ad un gruppo che si sta comportando ottimamente, ma che potrebbe avere nella ristrettezza d’organico il proprio tallone d’Achille.

Buon viaggio Osvaldo Bagnoli, “mago della Bovisa”

Lo scorso 3 luglio, giorno del suo novantunesimo compleanno, gli abbiamo dedicato il giusto tributo. Oggi siamo costretti a salutare definitivamente Osvaldo Bagnoli, l’uomo capace di portare Verona sul trono dell’Italia del calcio e, successivamente di far rivivere al vecchio Genoa i fasti dei primi anni del Novecento.

Uomo atipico già nel calcio degli anni ottanta e dell’inizio dei novanta, lascia in tutti un ricordo di semplicità e di genuinità, caratteristiche ben visibili nel gioco delle sue squadre. Infatti, per lui il calcio era logica e concretezza, quest’ultima coltivata fin dall’infanzia trascorsa nella sua Bovisa.

Ora un’intera città, quella che lo ha adottato dal 1957 e che lui ha adottato facendone la sua residenza, chiede di intitolargli lo stadio: quel Bentegodi in cui ha scritto pagine di storia del calcio italiano.

Il sogno di Giovanni Malagò: l’accoppiata Conte – Maldini

Parte all’insegna dell’ambizione la presidenza FIGC di Giovanni Malagò. Il primo obbiettivo è dare una guida tecnica credibile alla Nazionale: non solo a quella maggiore, ma all’intero movimento. Per il ruolo di Commissario Tecnico l’ex Presidente CONI sta tentando di riportare Antonio Conte sulla panchina azzurra. Il tecnico salentino aveva già ben impressionato nel biennio 2014-2016 uscendo ai calci di rigore nei quarti di finale dell’Europeo di Francia 2016, nonostante una rosa non certo di primissimo piano. Tuttavia in quell’edizione gli azzurri sono riusciti a mettere sotto formazioni ben più accreditate come Spagna e Belgio.

Malagò non si ferma, però. La prima squadra dovrebbe divenire il risultato finale di un progetto complessivo da affidare ad un direttore tecnico di spessore. Per questo ruolo l’attuale numero uno del calcio italiano si è rivolto a Paolo Maldini, fuoriclasse in campo e ultimo dirigente ad aver vinto uno scudetto al Milan, società che lo ha scaricato senza riguardi un anno più tardi. Voci molto accreditate rivelano che l’ex capitano azzurro stia valutando seriamente la proposta di Malagò. Un freno? Il desiderio di tornare al suo Milan, cosa al momento possibile solo nel caso in cui l’attuale proprietà trovasse un compratore che metta sul piatto la classica “proposta che non si può rifiutare”.

Alla luce delle ultime mosse di mercato milaniste, questa sembra una possibilità remota. Quindi Maldini in azzurro? I prossimi giorni porteranno una risposta.

L'”annus orribilis” di Alessandro Bastoni

Prima finisce sulla graticola mediatica per la simulazione durante il match contro la Juventus costata l’espulsione al bianconero Kalulu, poi, essendo stato espulso, diventa la causa principale della mancata vittoria in casa della Bosnia Erzegovina costata il mondiale alla nazionale di calcio e, infine, è indicato come uno dei partecipanti ai festini clandestini organizzati a Milano durante il lookdown generale in pieno COVID. Ora per Alessandro Bastoni arriva l’avviso di garanzia nel quadro di un’indagine riguardante alcuni casi di prostituzione minorile. Chiariamo subito: si tratta di avvenimenti risalenti a dieci anni fa con l’interessata che dichiara di essere praticamente estranea ai fatti. Tuttavia la macchina mediatica è già in movimento, un movimento che non lascia certamente sereno il difensore interista, per il quale, comunque sembra forte l’interesse del Real Madrid. Non è detto che cambiare aria potrebbe essere una cattiva soluzione per lui.

Milano: Primi passi verso il nuovo stadio

La demolizione della biglietteria sud dello stadio di San Siro rappresenta l’inizio delle operazioni per dare a Milano un impianto di gioco più moderno e funzionale e a Milan ed Inter una casa di proprietà, sebbene condivisa.

È altresì la prima mossa tangibile di un percorso iniziato all’indomani dell’ultimo scudetto rossonero con progetti, presunte location e soluzioni. Alla fine le due società hanno deciso di proseguire unite nella condivisione dello stadio. Una soluzione anacronistica per chi, per storia e bacino d’utenza, mira aa restare nel novero dei top club continentali. Nessuno tra loro condivide lo stadio con una formazione della stessa città. Sintomatico è l’esempio di Manchester, con gli stadi dello United – il leggendario Oltraford – e del City divisi da poche centinaia di metri.

Classifica marcatori 2025-26: vicini ad un record assoluto, ma non c’è nulla da festeggiare.

Con le partite di questa sera, dalle quali scaturiranno le ultime due partecipanti alla Champions’ League 2026-27, va in archivio il campionato di serie A 2025-26. Alla fine l’Inter ha trionfato alla grande e, a meno di un’impresa da tramandare ai posteri, il suo capitano, Lautaro Martinez, sta per laurearsi re dei marcatori, ripetendo l’impresa del 2023-24, quando ha prevalso con venticinque reti.

Al momento l’argentino conduce con diciassette goal, ben quattro di vantaggio sui più immediati inseguitori. Già così il discorso è praticamente chiuso: cinque reti in una sola partita è un’impresa riuscita a pochi dall’istituzione del campionato a girone unico nella stagione 1929-30. Ne serviranno addirittura sei – impresa riuscita solamente a Silvio Piola all’inizio degli anni trenta ed ad Omar Sivori nel celeberrimo recupero del 1961 contro l’Inter dei ragazzini – per raggiungere almeno quota 19 ed eguagliare il record negativo di 0,50 goal rispetto alle partite in programma, non a quelle disputate dal singolo giocatore.

Nemmeno negli anni settanta ed ottanta, quando si segnava col contagocce, il re dei marcatori è sceso sotto questa quota. I primi a vincere il trofeo con una rete ogni due partite sono stati Alberto Orlando della Fiorentina e Sandro Mazzola dell’Inter nel 1964-65 appaiati in vetta con 17 marcature. Poi Pierino Prati del Milan nel 1967-68, Roberto Pruzzo della Roma nel 1981-82 e Diego Armando Maradona nel 1987-88 hanno eguagliato il record negativo del ’65, fermandosi a quindici goal in tornei da trenta giornate.

È un altro segno dell’impoverimento continuo della serie A.

Alla fine ci salva l’Atalanta.

Ennesima impresa dell’Atalanta: l’ultima società italiana ad aver conquistato un trofeo continentale di prestigio.

È nn 4 a 1 destinato ad entrare nella storia del calcio quello inflitto dagli orobici davanti al pubblico amico ai tedeschi del Borussia Dortmund giunti a Bergamo forti del 2 a 0 della partita d’andata. Ora i ragazzi di Raffaele Palladino, che sulla carta avevano forse l’impegno più difficile, sono tra le sedici grandi d’Europa. Sognare per loro è lecito!

Contemporaneamente a Torino la Juventus sfiorava l’impresa chiudendo avanto per 3 a 0 e in inferiorità numerica i novanta minuti regolamentari contro il Galatasaray. Alla fine la fatica si è fatta sentire e, complice l’ormai usuale topica difensiva, i turchi hanno trovato la rete della tranquillità, bissata qualche minuto più tardi. I bianconeri, comunque, lasciano la competizione a testa alta e con qualche rammarico per i tanti errori gratuiti concessi agli avversari.

Alla fine solo l’Inter dominatrice in serie A esce in malo modo dal principale torneo continentale. E dire che al momento del sorteggio l’ambiente festeggiava l’accoppiamento con i norvegesi, certamente la meno nobile delle avversarie delle formazioni italiane!

Evidentemente rimane valida la massima di Johann Cruijff

secondocui ad entrare in campo non sono i milioni!

Il Bodo/Glimt passa anche a Milano: Inter fuori.

Non riesce la “remuntada” all’Inter di Cristian Chivu. Il 3 a 1 della partita d’andata si è rivelato una zavorra troppo pesante per la squadra nerazzurra, mai in grado di impensierire realmente i norvegesi del Bodo/Glimt. Anzi: nella ripresa l’ex milanista Jens Peter Hauge pone la pietra tombale sulle residue speranze interiste, ispirando addirittura la rete del raddoppio a circa venti minuti dal termine. Il goal di Alessandro Bastoni serve solamente a salvare, si fa per dire, l’onore della capolista assoluta del campionato italiano.

L’eliminazione fa male alla società milanese in primis e all’intero movimento nazionale. In questo modo infatti svaniscono praticamente tutte le speranze di poter schierare cinque rappresentanti nella prossima Champions’ League, a meno di una vittorie in E.L. di una nostra formazione – Roma, Lazio o Bologna – e sempre che una di queste non si classifichi tra le prime quattro in serie A.

A questo punto il dubbio è legittimo: l’enorme vantaggio acquisito in classifica di un gruppo di giocatori incapace di tener testa ad una rosa il cui monte ingaggi è pari a quello di chi da noi sta lottando per non retrocedere è tutta farina del proprio sacco o è frutto di qualcos’altro?

RIPARTIAMO DALL’INGHILTERRA!

La nuova avventura della nazionale azzurra nel Campionato Europeo di calcio riparte proprio da dove era terminata felicemente quella precedente: l’Inghilterra. I britannici, infatti, sono i primi avversari del girone di qualificazione che dovrebbe portare i ragazzi di Roberto Mancini in Germania nel 2024. Molti sono i reduci dalla felice serata di Wembley con molte novità in rosa e qualche clamoroso ritorno. A questo punto non resta altro che fare il nostro “in bocca al lupo” a questi trenta ragazzi, ossatura del nuovo quadriennio che, aspichiamo tutti possa concludersi con l’approdo alla fase finale del mondiale 2026.

LA LISTA DEI CONVOCATI

PORTIERI: Donnarumma >(Paris St. Germain), Falcone (Lecce), Meret (Lazio), Provedel (Lazio);
DIFENSORI:
Acerbi (Inter), Bonucci (Juventus), Buongiorno (Torino), Darmian (Inter), Di Lorenzo (Napoli), Dimarco (Inter),
Romagnoli (Lazio), Scalvini (Atalanta), Spinazzola (Roma), Toloi (Atalanta);

CENTROCAMPISTI: Barella (Inter), Cristante (Roma), Frattesi (Sassuolo), Jorginho ()Arsenal, Pellegrini ()Roma, Pessina (Monza),
Tonali (Milan), Verratti (Paris St. Germain);

ATTACCANTI: Berardi (Sassuolo), Chiesa (Juventus), Gnonto (Leeds), Grifo (Friburgo), Pafundi (Udinese), Politano, Retegui
(Tigre), Scamacca (West Ham).