Francia-Italia 1-1: Gli azzurri rispondono “presente”!

Dopo la larga vittoria in Turchia si attendevano risposte dalla nazionale italiana di calcio allenata da Roberto Mancini. L’attesa era quella di sapere se sul difficile campo di Parigi, in casa di una delle nazionali più attrezzate del panorama internazionale avremmo visto la formazione spaurita battuta dal Belgio, o quella autoritaria ammirata a Bursa.I novanta minuti più recupero della terza partita di Nations’ League sembrano aver decretato che il 4 a 1 rifilato agli uomini di Vincenzo Montella non è stato un caso. Al netto di alcune parate da cineteca di Gianluigi Donnarumma, gli azzurri hanno disputato un’ottima gara. Passati in svantaggio nel primo tempo, non si sono persi d’animo. Hanno costruito senza disunirsi, hanno creato occasioni, fino a trovare il goal del pareggio con Alessandro Bastoni, il quale sembra essersi lasciato alle spalle il periodo nero della stagione passata.

A pareggio raggiunto gli azzurri non si sono fermati. Hanno continuato ad attaccare creando i presupposti affinché i padroni di casa si trovassero con un uomo in meno. Tuttavia pure i ragazzi di Zidane non desistevano dal cercare il goal vittoria per un finale ricco di pathos.

Alla fine ne esce un buon pareggio che permette ai francesi di mantenere la testa del girone e all’Italia di allontanare ulteriormente la Turchia rimanendo in scia delle due battistrada.

Nella serata di Parigi, oltre ai citati Donnarumma e Bastoni meritano attenzione le prove del laterale destro Kaiode e dell’esordiente Vergara. Entrato a metà del secondo tempo, l’attaccante del Napoli si è dimostrato una spina nel fianco della difesa avversaria, dimostrando anche grandi attitudini al sacrificio.

Italia U 21: Avanti con Chisse

Alla fine l’Italia Under 21 di Silvio Baldini passa in Armenia nella gara valida per la qualificazione alla fase finale del Campionato Europeo di categoria, ma quanta fatica! Due traverse di Pisilli e Comuzzo, un rigore fallito da Koleosho e alcune parate spettacolari dell’estremo difensore di casa, hanno preceduto la prodezza dell’attaccante in forza al Milan, che peraltro si sta distinguendo anche in serie A proprio con la formazione rossonera. Una vittoria striminzita figlia solo del caso e non dell’assenza di gioco o idee. Fin dall’inizio gli “azzurrini” hanno preso in mano le redini della partita, costringendo i padroni di casa nella propria metà campo, affidando le proprie speranze di vittoria a qualche sporadica azione di rimessa.

È un buon gruppo quello allestito dal vulcanico tecnico toscano; una compagine con le carte in regola per raggiungere la qualificazione e, magari, trovare un pass per Los Angeles 2028, riportando il calcio italiano alle Olimpiadi dopo vent’anni di assenza.

Decreto scuola: inizia la rincorsa a Vannacci?

Un tetto del 30% di studenti stranieri nelle classi per evitare la formazione delle cosiddette “classi ghetto”, nelle quali le difficoltà linguistiche rischiano di rallentare l’apprendimento e di trasformare paradossalmente l’italiano quasi in una lingua straniera.

È una delle misure più discusse del nuovo decreto scuola approvato dal Governo. Ma, superato l’effetto dell’annuncio, la norma si presenta decisamente meno rigida.

Il limite, previsto dalle classi prime a partire dall’anno scolastico 2027-28, non riguarderà infatti indistintamente tutti gli alunni con cittadinanza straniera. Nella primaria resteranno fuori dal conteggio quelli nati in Italia o che abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia; nelle secondarie, invece, non saranno conteggiati gli studenti che abbiano frequentato con esito positivo almeno tre anni nel sistema scolastico italiano.

E non finisce qui. Quando le iscrizioni renderanno impossibile rispettare il tetto, gli Uffici scolastici potranno distribuire gli studenti fra istituti vicini, tenendo però conto del domicilio e delle esigenze familiari. Dove anche questa soluzione risultasse impraticabile, entrerà in gioco il potenziamento dell’insegnamento dell’italiano.

Insomma: tetto del 30% sì, ma accompagnato da porte, porticine e vie d’uscita.

E allora un dubbio, maligno quanto basta, sorge spontaneo. Non sarà che la destra meloniana, mentre Roberto Vannacci cresce nei sondaggi, abbia cominciato a inseguirlo sul suo terreno con provvedimenti dal grande impatto comunicativo ma dall’applicazione assai più morbida? La campagna elettorale è ancora lontana. Forse.

Volley: Polonia Campione d’Europa 2026

Porta bene l’Italia alla Polonia del volley. Al Forum d’Assago la formazione allenata da Nicola Grbic ha la meglio sulla Francia di Andrea Giani per 3 a 1 con i parziali di 31-29, 25-19, 20-25 e 25-16.

I transalpini combattono strenuamente ddurante il primo set, ma Leon e compagni la spuntano ai vantaggi 31-29. Il contraccolpo si ripercuote sulla frazione successiva dominata dai polacchi, che, tuttavia, calano nel terzo set. La Francia è abile nell’approfittarne rimanendo nella partita e rimandando tutto al quarto set. Lì i campioni in carica si ritrovano e chiudono dominando con nove punti di margine.

La vittoria permette alla Polonia di staccare in anticipo il pass per Los Angeles 2028.

Turchia-Italia: chi va e chi resta

Dopo la debacle casalinga nella partita d’esordio contro il Belgio, per la nazionale di Roberto Mancini è già tempo di pensare alla trasferta in Turchia per la 2ª giornata di Nations’ League. Partita decisiva quella di Bursa, da preparare tenendo conto del tour de force imposto da un calendario quanto meno cervellotico. Per ottimizzare al meglio il lavoro, il CT jesino ha pensato di risparmiare il viaggio a dieci giocatori che seguiranno un lavoro fisico-tecnico differenziato, nella speranza di presentarisi al meglio in vista della trasferta di Parigi. Tra loro nomi eccellenti, tra cui Nicolò Barella e Gianluca Mancini e, con loro anche: Honest Ahanor, Diego Coppola, Samuele Inacio, Eddy Kouadio, Daniel Maldini, Massimo Pessina, Samuele Ricci e Mohamed Alì Zoma.

Pertanto i ventitré che partiranno per la Turchia sono i portieri Carnesecchi, Donnarumma e Vicario; i difensori Bastoni, Calafiori, Di Lorenzo, Ghilardi, Kayode, Ruggeri e Scalvini; i centrocampistiDoumbia, Fagioli, Frattesi, Mandragora, Romano e Tonali; gli attaccanti Cambiaghi, P. Esposito, S. Esposito, Kean, Raspadori, Scamacca e Vergara.

Alla luce di quanto visto, probabilmente Sandro Tonali avrebbe avuto bisogno di essere tra i dieci rimasti a Coverciano. Il forte centrocampista ex Milan, probabilmente l’uomo di maggior talento del nostro calcio assieme a Donnarumma, ha palesato una condizione fisica decisamente insufficiente.

Italia – Belgio 0-2: Troppo brutti per essere veri!

Parte decisamente col piede sbagliato la nuova avventura di Roberto Mancini alla guida della nazionale italiana di calcio. Gli azzurri cedono in modo netto contro il Belgio nella prima partita valida per la nuova Nations’ League. Al di là del risultato, a preoccupare è l’assoluta pochezza tecnica e di gioco espressa dagli azzurri, per lunghi tratti in balia di un avversario pure lui alle prese conuna rifondazione dell’organico. A nostro avviso emblematico è stato l’errore da zero metro di Scalvini, promettente difensore dell’Atalanta che punta a tornare sui livelli pre-infortunio. Certamente un errore tecnico da principiante. Tuttavia ci si chiede perché quella palla sia capitata ad un giocatore di retroguardia e non sui piedi di chi i goal sarebbe preposto a realizzarli. Ai fini del risultato nulla sarebbe cambiato, ma la dice lunga sulla pochezza mostrata da quella che dovrebbe rappresentare la crem del calcio italiano.

Una sconfitta dolorosa che fa male e che apre nefaste prospettive di retrocessione nella cosiddetta serie B di questo torneo scomodo da un lato, ma nel quale è necessario ben figurare per guadagnare posizioni di vantaggio al momento della composizione dei gironi di qualificazione in vista dei grandi eventi.

Italia: Ormai ci siamo

Sono trascorsi ormai sei mesi dall’infausta serata dell’eliminazione dai mondiali di Canada, Messico e USA per mano della Bosnia Erzegovina. Tanto, almeno sulla carta, sembra cambiato: un nuovoPresidente Federale – già in discussione – un nuovo assetto tecnico, pure questo insediato non senza polemiche e colpi di scena. Un monumento del calcio in carica per venti giorni, un progetto abortito per poi puntare su un ritorno: quello di Roberto Mancini, l’ultimo ad aver portato un trofeo nella bacheca FIGC: l’europeo del 2021. Dopo il trionfo è arrivata l’eliminazione da Qatar ’22 e la successiva fuga in Arabia del tecnico.

Ora Giovanni Malagò l’ha fortemente voluto, affiancato a “Sor” Claudio Ranieri per ripartire. E da stasera le chiacchiere stanno a zero: si ricomincia dalla Nations’League: quattro partite in undici giorni per disegnare il futuro. Si tratta di un torneo minore che tuttavia mette in palio punti ranking, posizioni di favore nei successivi gironi di qualificazione ai prossimi europei e, perché no: soldi e prestigio. Il Presidente Federale ha già fatto comprendere che i risultati sono necessari per ricostruire un’immagine che riporti sponsor e, di conseguenza, introiti.

Roberto Mancini sembra già conscio della missione a lui affidata. Parla di risultati e bel gioco. La sua prima rosa è un misto di vecchie conoscenze, speriamo in cerca di riscatto, e giovani rampanti, alcuni dei quali pescati nei campionati esteri e vogliosi magari di farsi notare dalla serie A. Non resta quindi che attendere, guardare e sperare di ripartire col piede giusto, sperando di non perdersi per l’ennesima volta dopo il campionato europeo.

Striscia la Notizia verso l’addio!

Tornerà “Striscia la Notizia”, il celeberrimo TG satirico di Antonio Ricci che, per oltre trentacinque anni ha informato divertendo?

A giudicare dalla decisione di chiudere tutti i profili social legati alla trasmissione sembra proprio che in casa Mediaset stia terminando un’epoca: quella del Drive In, di cui la celeberrima striscia quotidiana è stata la diretta discendente.

Servizi trash, spesso rivelatori di realtà scomode, tormentoni e personaggi sono stati il motore di una storia durata più di sette lustri che hanno visto trasformarsi l’Italia e il mondo dei media.Il tentativo, perb altro fallito, di farne una trasmissione settimanale da prima serata – proprio com’era il Drive In – sembra proprio aver sancito la fine di questa storia.

Buon viaggio Osvaldo Bagnoli, “mago della Bovisa”

Lo scorso 3 luglio, giorno del suo novantunesimo compleanno, gli abbiamo dedicato il giusto tributo. Oggi siamo costretti a salutare definitivamente Osvaldo Bagnoli, l’uomo capace di portare Verona sul trono dell’Italia del calcio e, successivamente di far rivivere al vecchio Genoa i fasti dei primi anni del Novecento.

Uomo atipico già nel calcio degli anni ottanta e dell’inizio dei novanta, lascia in tutti un ricordo di semplicità e di genuinità, caratteristiche ben visibili nel gioco delle sue squadre. Infatti, per lui il calcio era logica e concretezza, quest’ultima coltivata fin dall’infanzia trascorsa nella sua Bovisa.

Ora un’intera città, quella che lo ha adottato dal 1957 e che lui ha adottato facendone la sua residenza, chiede di intitolargli lo stadio: quel Bentegodi in cui ha scritto pagine di storia del calcio italiano.

Basket: Dopo Cremona addio anche a Brescia. Ora è derby romano.

Il sogno? NBA Europe. Dal 2027 la principale lega mondiale ha deciso di investire in Europa, creando una “sorella” di quella diventata il punto d’arrivo per ogni ragazzo che decida di giocare con la palla a spicchi. Investimenti milionari che richiedono ampi bacini d’utenza ed impianti adeguati.

Roma, città di quattro milioni di abitanti, di grandi tradizioni cestistiche, ma senza la pallacanestro di vertice da qualche lustro, è una location da conquistare. Un luogo su cui investire. Così hanno pensato alcuni soci d’oltreoceano, tra cui la stella slovena Luka Doncic, che hanno rilevato il titolo della Vanoli Cremona, approfittando della volontà della proprietà di sfilarsi dal basket di vertice. Una decisione annunciata da tempo, alla quale potrebbe aver contribuito anche l’ascesa dell’altra squadra della città del Torrazzo.

Come un fulmine a ciel sereno, invece, giunge la notizia della fine della Germani Brescia. Un secondo gruppo a stelle e strisce, con referente Matiasic, ex dirigente di Trieste, ha deciso di proporre al proprietario dei bresciani la classica offerta irrinunciabile, dando vita alla Maxima Roma. Il Palaeur come campo di gioco ed una wilde card per l’Euro Lega sono le carte con cui la nuova società punta a vincere la concorrenza di Doncic e soci per ottenere l’iscrizione alla nascente NBA Europe.

Progetti ambiziosi, sogni di grandezzaa spese di realtà di provincia. Se da un lato si recuperano grandi piazze, dall’altro si corre il rischio di creare il deserto intorno. E come si sa, deserto chiama deserto.

Carlo e Vincenzo: l’Italia vi guarda!

Il momento è arrivato. Carlo Ancelotti e Vincenzo Montella fanno il loro esordio assoluto al mondiale in veste di commissario tecnico. Il plurititolato ex tecnico di Parma, Juventus, Milan, Chelsea, PSG, Bayern, Napoli e Real Madrid inizia la sua avventura alla guida del Brasile. Missione? Riportare la seleçao in cima al mondo. L’inizio non è dei più morbidi: di fronte il Marocco, la vera sorpresa dell’edizione 2022.

A notte inoltrata toccherà a Vincenzo Montella l’emozione di esordire in un campionato mondiale. Per lui, tra l’altro, si tratta di una prima volta assoluta. Se Ancelotti, infatti, da giocatore ha avuto l’onore di vestire l’azzurro nella partita iniziale di Italia ’90 contro l’Austria, all’ex trainer di Roma, Fiorentina e Milan tale soddisfazione non è mai toccata, nonostante sia stata una delle punte più prolifiche a cavallo tra gli anni novanta e duemila. Montella allenerà l’ambiziosa Turchia, formazione dotata di buone individualità che punta ad un buon percorso in questa edizione della coppa del mondo di calcio.

Infantino sfotte l’Italia

“Con 64 squadre forse si qualificherebbe l’Italia. Magari dovremmo arrivare a 228…”. Bastano poche “

Questa è la battuta pronunciata dal Presidente della FIFA Gianni Infantino durante un’intervista rilasciata all’emittente brasiliana GazéTV che squote ed indigna il movimento italiano, già provato dalla terza eliminazione consecutiva dalla fase finale di un campionato mondiale di calcio.

In realtà l’infelice uscita del numero uno del calcio mondiale va ricondotta ad un argomento più ampio: il ventilato allargamento delle partecipanti a 64 formazioni in occasione dell’edizione 2030 del mondiale, assegnata a Marocco, Penisola Iberica con alcune partite celebrative in Sud America per ricordare i cento anni dalla prima edizione disputata in Uruguay.

È una misura che finirebbe col coinvolgere un numero maggiori di federazioni emergenti, riportando il calendario in base 4, senza bisogno di ricorrere a ripescaggi o classifiche avulse per creare un tabellone ad eliminazione diretta dopo il primo turno a gironi.

Infantino ha spiegato che per il momento il progetto è accantonato. Già così la manifestazione ha assunto proporzioni importanti. Inoltre c’è il serio rischio di abbassare troppo la competitività del torneo.

Osservazioni corrette quelle del Presidente FIFA; non si capisce il motivo di tirare in ballo l’Italia.

Volley: Gli azzurri ripartono

Nella seconda partita valida per la Nations’ League di Volley gli azzurri vendicano il passo falso dell’esordio sconfiggendo la Germania col punteggio di 3 set a 1. I campioni del mondo non sono ancora all’apice della forma, ma riprendere confidenza con la vittoria sarà fondamentale per poter ambire al primato nel girone. Ora l’appuntamento è a domenica prossima contro la Turchia forza emergente della pallavolo mondiale.

G.P. Montecarlo: Kimi Antonelli in pole, Ferrari in agguato

Parla italiano la pole-position del Gran Premio di Monaco 2026. Kimi Antonelli conferma il suo stato di grazia stabilendo il miglior tempo nelle qualifiche del difficile circuito cittadino del Principato, precededo ilpluri titolato Verstappen e le due Ferrari di Hamilton e Le Clerck.

L’impresa permette al giovanissimo talento felsineo di presentare la sua seria candidatura per la vittoria finale. Tuttavia dovrà fare i conti con le difficoltà oggettive del tracciato e con la maggiore esperienza dei suoi avversari. Non bastasse, dovrà resistere all’attacco iniziale delle “rosse di Maranello”, che, fino a questo momento della stagione, hanno dimostrato ottime qualità di spunto allo scattare del verde.

L’impresa di Antonelli è tanto più significativa se paragonata al sesto tempo fatto registrare dal compagno di scuderia Russel. In effetti la Mercedes non era attesa come favorita per il successo finale, ma al ragazzo è riuscito anche questo capolavoro.

Trova un miliardo di lire, ma rimarranno documenti da collezione

Chi, svuotando una cantina o ristrutturando una vecchia casa, non vorrebbe imbattersi in un tesoro.

È capitato ad un operaio di Ceccano, provincia di Frosinone, lavorando nella vecchia casa utilizzata per le vacanze. Nell’abbattere una parete ha scovato un contenitore di legno contenente titoli e certificati risalenti al 1937. Erano i risparmi del nonno: se riscossi in tempo avrebbero fruttato un miliardo di lire. Peccato che l’ultima data utile per riscattare l’investimento sia il 1962. Una beffa per chi quei soldi non li guadagna nemmeno in una vita di lavoro. Ancora più atroce pensando che quei titoli, rivalutati, frutterebbero due milioni di EURO. In teoria, l’operaio frosinate potrebbe ricorrere alla giustizia per vedersi riconosciuto il tesoro. Purtroppo per lui i precedenti in materia non sono confortanti.

Carta straccia in mano, quindi! O, nella migliore delle ipotesi, documenti d’epoca da collezione. Resta un dubbio: quanti miliardi di lire sono ancora nascosti negli anfratti delle case italiane?

Ora gli USA vogliono l’Italia

Lo scenario è clamoroso, soprattutto alla luce delle dichiarazioni del Presidente FIFA Gianni Infantino rilasciate non meno di una settimana fa in cui auspicava la partecipazione dell’Iran. alla prossima fase finale del Campionato Mondiale di calcio.

Stando a quanto riportato dal Financial Time, Paolo Zampolli – inviato di Donald Trump -avrebbe intenzione di chiedere alla Federazione Internazionale di ripescare la nazionale azzurra di calcio al posto dell’Iran in virtù della tradizione calcistica dell’Italia. Non si esclude che dietro ci sia il tentativo di rinsaldare i rapporti fra le due nazioni, decisamente incrinati in seguito alle esternazioni del Presidente USA in merito all’atteggiamento dell’Italia tenuto nella guerra nel Golfo Persico.

Dovesse accadere, la nazionale si recherebbe negli USA senza guida tecnica e con un Presidente Federale dimissionario che terminerebbe il suo mandato in piena competizione iridata. Un altro record per il nostro calcio.

Gravina e Gattuso verso l’addio. E se la nazionale italiana venisse ripescata?

Tutti devono cambiare affinché nulla cambi? La triste consuetudine sembra confermarsi dopo l’ennesimo fallimento del calcio italiano: facce nuove al vertice e sulla panchina azzurra, problemi strutturali vecchi.

Con molta probabilità quest’oggi il Presidente Federale Gabriele Gravina rassegnerà le sue dimissioni, seguito a ruota dall’altro “Signor G” del calcio italiano Gennaro Gattuso.

Cambiano gli uomini a furor di popolo. I problemi, però, rimangono lì alla luce del sole sotto forma di parco giocatori inadeguato e di strutture fatiscenti.

Ora i toto-nomi possono aprirsi: chi sarà il nuovo Presidente Federale? Chi guiderà la nazionale? Intanto si profila il vuoto! E se in questo vuoto il calcio italiano fosse chiamato a preparare comunque la trasferta per l’America del Nord?

L’eventualità è remota ed è legata a doppio filo alla guerra tra Stati Uniti-Israele ed Iran. L’attuale regime asiatico sembra non aver ritirato l’intenzione di boicottare la massima rassegna calcistica planetaria, aprendo in questo modo una falla nel calendario. A questo punto entra in gioco l’articolo 6.7 del regolamento del mondiale, che dà facoltà alla FIFA di scegliere l’eventuale sostituta di una formazione qualificata intenzionata ritirarsi dalla competizione.

A questo punto bisognerà vedere quali equilibri intenda preservare la Federazione: se quelli geografici invitando gli Emirati Arabi Uniti, la prima delle non qualificate della federazione asiatica, o quelli del prestigio chiamando la nazionale col ranking migliore tra le escluse: l’Italia dodicesima.

Qui il quesito si fa interessante: nel caso, conteranno più i petrodollari degli Emirati o il maggior interesse di cui l’intera manifestazione potrebbe beneficiare presso le vaste comunità italiane presenti in Nord America grazie al ripescaggio degli azzurri? E noi affronteremo l’evento senza guida istituzionale e guida tecnica?

Bosnia-Italia: E se a deciderla fosse un goal fantasma?

Mancano poche ore al match decisivo che la nazionale di “Rino” Gattuso deve affrontare per poter accedere alla fase finale del Mondiale 2026. Di mezzo c’è la Bosnia, esponente del calcio slavo: tanto spigoloso quanto imprevedibile per agonismo e capacità tecniche. I nostri avversari, tra l’altro, puntano sulla classe del vecchio Edin Djeko, uno dei migliori attaccanti d’inizio XXI secolo, capace di ben figurare anche in serie A.

Il piccolo stadio di Zenica sarà il teatro della sfida decisiva con novemila persone che non faranno mancare il loro supporto. Stampa locale e giocatori, poi, stanno facendo di tutto per surriscaldare l’ambiente, puntando sull’esultanza di alcuni nostri giocatori al momento del rigore che qualificava i bosniaci a questa finale.

A tutto ciò si aggiunge un dettaglio non certo secondario: l’impianto non dispone della goal-line technology.E se a decidere l’accesso al mondiale fosse un goal fantasma non assegnato o attribuito in modo errato? Possibile che la FIFA non possa vigilare sulla scelta dei campi in cui disputare sfide di simile portata?

Omaggio A Nicola Pietrangeli

All’età di novantadue anni è morto Nicola Pietrangeli, icona del tennis italiano degli anni cinquanta e sessanta.

Classe 1933, è stato un grandissimo specialista dsulla terra rossa aggiudicandosi due edizioni del Rolland Garros, tre del Torneo di Montecarlo e due degli Internazionali d’Italia, raggiungendo anche la posizione numero tre delle all’ora graduatorie dedicate ai tennisti non professionisti.

È stato altresì capitano non giocatore della squadra che nel 1976 ha vinto la prima Coppa Davis della storia del tennis italiano, conquistando quel traguardo sempre sfuggito nella sua lunga carriera agonistica.

Irriverente, polemico, mai banale, Nicola Pietrangeli è stato un personaggio autentico anche al di fuori dei campi da tennis, fornendo fino all’ultimo il proprio contributo d’idee per lo sviluppo movimento tennistico italiano. Probabilmente l’attuale epoca d’oro la dobbiamo anche a lui.

Il “Maestro” È Sinner, Ma Alcaraz Rimane Numero Uno

Ancora una volta Sinner-Alcaraz opposti uno all’altro, come avvenuto pressoché in ogni torneo di questo 2025 in cui i due erano iscritti. E ancora una volta è stata battaglia! Non inganni il 2 a 0 finale a favore dell’altoadesino! Il primo set si è chiuso al tay-breck, mentre nel secondo Sinner prevale 7 a 5, riconfermando il titolo conquistato nel 2024.

L’italiano festeggia, ma l’iberico, dal canto suo, si consola chiudendo l’anno al comando della classifica ATP!

Jannik Sinner è il “Maestro”, ma Carlos Alcaraz rimane il numero Uno.

Ora non rimane che aspettare cosa ci riserverà il 2026.

Italia-Estonia 5-0: “Ringhio” Esordio con Manita

Al netto del valore dell’Estonia, non certo un’avversaria di rango, parte decisamente bene l’avventura di Gennaro “Ringhio” Gattuso sulla panchina della nazionale di calcio. A bocce ferme si può sostenere che la differenza ci sta tutta, ma la storia della nostra nazionale ci ha già raccontato di vittorie stentate, quando non sconfitte clamorose, contro rivali non certo di rango. Inoltre il gruppo messo assieme dall’ex grande centrocampista del Milan è praticamente lo stesso che a giugno è uscito con le ossa rotte dalla trasferta in Norvegia e da una stentata vittoria casalinga contro la Moldavia, ieri sera battuta pesantemente da Israele.

Già il primo tempo, chiuso sullo 0 a 0, ci ha raccontato di una squadra volitiva desiderosa di ben figurare. La rete di Keane al 58’ ha aperto la strada alla goleada confezionata dalla doppietta di Retegui, alternata dalle marcature di Raspadori e Bastoni. È un successo che dà fiducia e morale in vista della difficile partita contro Israele che si disputerà in Ungheria e, cosa non da sottovalutare, inizia a sistemare la questione differenza reti diventata immediatamente deficitaria dopo il 3 a 0 subito dalla Norvegia capolista. I numeri dicono che gli scandinavi al momento sono i maggiori indiziati per il passaggio diretto alla fase finale del campionato del Mondo del prossimo giugno, ma l’Italia, in nome della propria tradizione calcistica, è chiamata a tentare di sovvertire il pronostico.