Flavio Bolsonaro in vantaggio dopo il primo turno, mentre Pedro Sanchez getta la spugna

Giornata difficile per la sinistra mondiale.

In Brasile Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex Presidente Jair incarcerato e dichiarato ineleggibile dopo i fatti del 2022, si è imposto a sorpresa al primo turno delle elezioni politiche, sopravanzando Lula di due punti. Non avendo raggiunto il cinquanta per cento necessario per l’elezione diretta, i due si affronteranno al ballottaggio previsto per il prossimo 25 ottobre. A venir in soccorso dello sfidante dell’attuale numero uno brasiliano dovrebbero contribuire i voti della destra moderata pari a circa il sette per cento.

Mentre giungevano le notizie riguardanti la sconfitta di Lula, in Spagna Pedro Sanchez decideva di rassegnare le dimissioni da Primo Ministro indicendo elezioni anticipate per il prossimo 29 novembre.

Socialista, punto di riferimento dell’intera area progressista italiana, è caduto sui decreti casa, ma ha certamente pagato anche il disastro umanitario vissuto dall’enclave di Ceuta e Melilla l’estate scorsa. Il governo ha cercato di minimizzarne gli effetti, ma i danni materiali per le popolazioni locali e quelli d’immagine per la Spagna intera sono rimasti.

La disfida della gonna

L’assioma, poi ritrattato, riguardante l’affidabilità delle rappresentanti del gentil sesso rapportato con la lunghezza della gonna indossata formulato dal Ministro degli Esteri Antonio Taiani, ha movimentato il dibattito di questi ultimi giorni.

Ad alimentare ulteriormente la polemica ha contribuito senz’altro l’intervento, dichiaratamente goliardico, del Generale Roberto Vannacci, il quale ha dichiarato che tra gonna lunga e gonna corta, preferisce senza gonna. A nulla gli è servito spiegare che lui non giudica una persona dalla mise. Le reazioni sono state dure, i giudizi inappellabili, con le senatrici dell’opposizione in Parlamento sfoggiando abitini e minigonne.

Fa specie notare che siano le stesse che non stanno muovendo un dito riguardo alle costrizioni di a cui milioni di donne sono sottoposte nel mondo. E, soprattutto, peccato che le stesse non abbiano dato peso alla seconda parte del ragionamento originale di Taiani, che metteva in relazione il modo di vestire di un eventuale fidanzato delle figlie, con l’uomo in giacca e cravatta più affidabile rispetto a quello palestrato e tatuato che si presenta vestito casual.

Germania: Pomerania ad AFD, Berlino alla Linche

Nuova sconfitta per la compagine governativa tedesca nelle elezioni regionali tenutesi ieri in Pomerania Mechlemburgo e nella città autonoma di Berlino, nelle quali hanno prevalso rispettivamente il partito d’estrema destra AFD e quello d’estrema sinistra della Linche.

Il successo della destra estrema arriva due settimane dopo quello ancor più schiacciante conseguito nella Sassonia Anhalt. È un chiaro segno che arriva dalle zone più in difficoltà del Paese teutonico. Sebbene di segno opposto, la vittoria dell’estrema sinistra a Berlino va nella medesima situazione: larghe fasce della popolazione della Germania sono stanche della politica della Größe Coalition che prima a trazione progressista ed ora a trazione conservatrice ha portato solamente stagnazione economica ed insicurezza. È un no chiaro alle assurde politiche green che hanno messo in crisi l’economia di quella che per anni era considerata la “locomotiva d’Europa” e della politica estera, soprattutto nei confronti della Russia, i cui effettisi stanno facendo sentire sulle famiglie tedesche.

Nazionale italiana di calcio: ecco come inizia la nuova era Mancini

Sono trentaquattro i giocatori che Roberto Mancini ha convocato in vista delle prossime quattro partite di Nations’ League con cui il calcio italiano tenta l’ennesima rinascita della sua storia recente.

Come noto, la FIGC ha deciso di ripartire dall’ultimo tecnico capace di portare un alloro in bacheca. Ecco la sua prima lista dal rientro.

  • Portieri

    Carnesecchi (Atalanta), Donnarumma G. (Manchester City), Pessina (Bologna), Vicario (Juventus);

  • Difensori

    Ahanor (Crystal Palace), Bastoni (Inter), Calafiori (Arsenal), Coppola (Paris FC), Di Lorenzo (Napoli), Dimarco (Inter), Ghilardi (Roma), Kayode (Brentford), Kuadio (Monza), Mancini GL. (Roma), Scalvini (Atalanta);

  • Centrocampisti

    Barella (Inter), Cristante (Roma), Doumbia (Sporting Lisbona), Fagioli (Fiorentina), Frattesi (Lazio), Mandragora (Torino), Romano A., (Cagliari), Tonali (Tottenham);

  • Attaccanti

    Cambiaghi (Bologna), Esposito I (Sassuolo), Esposito II (Inter), Inácio (Borussia Dortmund), Kean (Como), Maldini D. (Cagliari), Raspadori (Atalanta), Scamacca (Atalanta), Vergara , Zaniolo (Udinese), Zoma (Norimberga).

È un autentico tour de force quello che attende gli azzurri con quattro partite in due settimane. Si inizia venerdì 25 allo Stadio Olimpico contro il Belgio, per trasferirsi tre giorni dopo a Bursa contro la Turchia. Dalla Turchia gli azzurri voleranno a Parigi per affrontare la Francia il due ottobre, chiudendo la serie degli impegni con la sfida di Bologna contro la Turchia.

Roberto Mancini ha dovuto rinunciare a Manuel Locatelli, Federico Chiesa e Marco Palestra tutti fuori per infortunio.

Lazio – Icardi: Non è finita

Dopo un mercato a costo zero che non ha impedito a Gennaro Gattuso di plasmare un gruppo capace di partire di gran carriera nel campionato 2026-27, la Lazio sta pensando di mettere a disposizione dell’ex tecnico della nazionale un rinforzo di prestigio. Si tratta di Mauro Icardi, al momento svincolato, ma integro fisicamente e ancora relativamente giovane. In queste ore la società del Presidente Lo Tito è tornata alla carica per assicurarsi le prestazioni dell’attaccante italo-argentino.

Riuscisse a ritrovare una forma fisica quanto meno credibile, l’innato senso del goal che ne ha caratterizzato l’intera carriera potrebbe risultare assai utile per far fare il salto di qualità definitivo ad un gruppo che si sta comportando ottimamente, ma che potrebbe avere nella ristrettezza d’organico il proprio tallone d’Achille.