Addio a Ennio Vitanza

Garbato, competente, Ennio Vitanza è stato uno dei volti storici che hanno raccontato il calcio e lo sport in Tv negli anni settanta ed ottanta.

Breve passato da calciatore nelle file del Torino, una grande passione per il pianoforte, Vitanza, classe 1934, vince il concorso RAI nel 1969, entrando a far parte della redazione sportiva. Sono gli anni in cui si aferma “La domenica sportiva”, mentre prendono piede trasmissioni come “Novantesimo Minuto”, “Domenica Sprint” e “Sport Sera”, quest’ultime da lui condotte per anni. Assieme al collega Gianni Vasino, Vitanza è la voce delle squadre lombarde, mentre diventa uno dei telecronisti di europei e mondiali alle spalle di Nando Martellini e Bruno Pizzul.

Ennio Vitanza è stato uno dei narratori principali delle partite di Coppa UEFA delle squadre italiane. Tra le tante, sua è l’appassionata cronaca della prima impresa europea del Verona di Osvaldo Bagnoli, quando nell’infernale catino del “Maracanà” di Belgrado sconfisse per 3 a 2 la temibile Stella Rossa.

Basket: Pazza Virtus e Olimpiakos battuto 96-94

Serviva una notte quasi perfetta per battere i campioni d’Europa dell’Olympiacos, soprattutto se qualcuno ti considera la “Cenerentola” della compagnia. La Virtus Bologna ha trovato forse qualcosa di più al PalaDozza, al termine di quaranta minuti giocati senza paura e di un finale semplicemente folle: 96-94 e prima vittoria stagionale in Eurolega.

Le V nere partono a mille, chiudono avanti il primo quarto 33-30 e rispondono al tiro pesante dei greci attaccando con continuità il ferro. All’intervallo lungo l’Olympiacos mette appena il naso avanti, 49-50, ma Bologna riparte con coraggio e al 30’ conduce 75-70. Nell’ultimo periodo, però, i campioni in carica cambiano marcia: parziale di 10-0 e partita completamente ribaltata.

La Virtus non crolla. Aliou Diarra, monumentale sotto canestro con 18 punti e 14 rimbalzi, la tiene aggrappata alla partita fino all’incredibile volata conclusiva. Ndiaye firma una giocata da tre punti, Diarra replica e Bologna torna avanti. Mancano sei secondi quando Jean Montero penetra e realizza il canestro del 94-93 Olympiacos. Sembra la beffa definitiva.

Sembra, appunto. Ultimo possesso Virtus: palla a Marcus Carr, arresto da otto metri, in equilibrio precario, tiro disperato mentre il tempo muore. La sirena suona, la palla entra: tripla, 96-94. Il PalaDozza esplode. Due giorni dopo aver perso sulla sirena contro Milano, Bologna scopre quanto può essere meraviglioso trovarsi dall’altra parte del miracolo.

Carburanti calmierati: l’offerta s’allarga

Da questa mattina i distributori ENI forniscono carburante a prezzo calmierato. Una decisione che fa certamente piacere al consumatore, ma che ha destato più di una perplessità. ENI, infatti, possiede circa il venti per cento dei distributori attivi. Pertanto il primo dubbio riguarda la capacità di soddisfare l’aumento di richieste. Una mano involontaria alla principale azienda italiana arriva dallaconcorrente IP che ha deciso di seguirne la strada, portando l’offerta a più di uno su tre punti vendita attivi. Una bella spinta anche per il Governo che si è mosso al riguardo. A questo punto resta da attendere la reazione degli altri competitor, soprattutto quelli legati alle grandi case produttrici che potrebbero veder calare gli introiti.

A pagare lo scotto di tutto questo saranno certamente le cosiddette pompe bianche che acquistavano carburante dalle cosiddette “sette sorelle” rinunciando a parte dei margini di guadagno per garantire prezzi maggiormente competitivi, venendo superati proprio dalle case madri.

Per il consumatore, invece, potrebbe arrivare una flebile boccata d’ossigeno. I prezzi rimangono comunque folli.

Eventualmente Galliani: ecco cosa si muove nel calcio italiano

Adriano Galliani nuovo presidente FIGC? Una voce clamorosa, soprattutto a soli tre mesi dall’elezione di Giovanni Malagò, da molti considerata la figura adatta per rilanciare il calcio italiano. Cos’è successo allora? Facciamo ordine.

La vicenda prende le mosse già prima del giorno dell’incoronazione di Malagò. È un’iniziativa di Renato Miele, avvocato ed ex calciatore di buon livello dei primi anni ottanta, la cui candidatura è stata respinta per la mancanza dell’accredito richiesto dallo Statuto FIGC. Miele contesta immediatamente sia la propria esclusione, sia l’ammissione delle candidature di Malagò e di Giancarlo Abete.

Il Tribunale federale nazionale però, giudica il primo ricorso in parte infondato e in parte inammissibile e il 18 giugno  la Corte federale d’appello respinge il reclamo.

Dal momento dell’elezione di Malagò del 22 giugno il contenzioso riguarda anche gli effetti dell’evento stesso. Il nocciolo del contrasto è l’interpretazione del requisito e le conseguenze della sua inosservanza.

L’11 settembre scorso, poi, la Corte federale d’appello a sezioni unite respinge Un ulteriore reclamo di Miele riguardante la delibera assembleare del 22 giugno e gli atti collegati all’ammissione delle candidature. Il dato ridimensiona l’idea di una presidenza già travolta da una sentenza: nell’ambito dei procedimenti federali richiamati, le impugnazioni non hanno prodotto la decadenza di Malagò. La questione rimane comunque aperta. Se da un lato la procura federale guidata da Giuseppe Chinè ha proposto l’archiviazione dell’indagine sul mancato tesseramento, non considerando il mancato possesso materiale della tessera alla presentazione della candidatura un requisito indispensabile nei termini sostenuti dal ricorrente, la Procura generale del CONI ha seguito una strada differente. Dopo avere respinto inizialmente la richiesta proveniente dalla Procura federale, il 14 settembre archivia il procedimento sportivo, rimettendo però la documentazione agli organi del Comitato olimpico per valutare il comportamento della Federazione. In pratica la palla passa idealmente al CONI.

Per bocca dell’attuale presidente Luciano Buonfiglio, successore di Giovanni Malagò, il CONI ha deciso di approfondire la questione, stante le valutazioni del Procuratore Generale che ravvisano comunque l’irregolarità procedurale, per altro non imputabile aMalagò, proprio perché non tesserato. Il commissariamento rimane quindi un’ventualità.

In caso di decadenza del mandato di Malagò la Lega Calcio ha rinnovatol’appoggio al dirigente. Tuttavia alcuni club starebbero sondando la disponibilità di Adriano Galiani a gestire l’eventuale periodo di transizione, potendo contare su un vero uomo di calcio. Una figura, per altro, già in corsa proprio lo scorso aprile, ritirandosi una volta constatata la posizione dei club di serie A.

Striscia la Notizia verso l’addio!

Tornerà “Striscia la Notizia”, il celeberrimo TG satirico di Antonio Ricci che, per oltre trentacinque anni ha informato divertendo?

A giudicare dalla decisione di chiudere tutti i profili social legati alla trasmissione sembra proprio che in casa Mediaset stia terminando un’epoca: quella del Drive In, di cui la celeberrima striscia quotidiana è stata la diretta discendente.

Servizi trash, spesso rivelatori di realtà scomode, tormentoni e personaggi sono stati il motore di una storia durata più di sette lustri che hanno visto trasformarsi l’Italia e il mondo dei media.Il tentativo, perb altro fallito, di farne una trasmissione settimanale da prima serata – proprio com’era il Drive In – sembra proprio aver sancito la fine di questa storia.