Eventualmente Galliani: ecco cosa si muove nel calcio italiano

Adriano Galliani nuovo presidente FIGC? Una voce clamorosa, soprattutto a soli tre mesi dall’elezione di Giovanni Malagò, da molti considerata la figura adatta per rilanciare il calcio italiano. Cos’è successo allora? Facciamo ordine.

La vicenda prende le mosse già prima del giorno dell’incoronazione di Malagò. È un’iniziativa di Renato Miele, avvocato ed ex calciatore di buon livello dei primi anni ottanta, la cui candidatura è stata respinta per la mancanza dell’accredito richiesto dallo Statuto FIGC. Miele contesta immediatamente sia la propria esclusione, sia l’ammissione delle candidature di Malagò e di Giancarlo Abete.

Il Tribunale federale nazionale però, giudica il primo ricorso in parte infondato e in parte inammissibile e il 18 giugno  la Corte federale d’appello respinge il reclamo.

Dal momento dell’elezione di Malagò del 22 giugno il contenzioso riguarda anche gli effetti dell’evento stesso. Il nocciolo del contrasto è l’interpretazione del requisito e le conseguenze della sua inosservanza.

L’11 settembre scorso, poi, la Corte federale d’appello a sezioni unite respinge Un ulteriore reclamo di Miele riguardante la delibera assembleare del 22 giugno e gli atti collegati all’ammissione delle candidature. Il dato ridimensiona l’idea di una presidenza già travolta da una sentenza: nell’ambito dei procedimenti federali richiamati, le impugnazioni non hanno prodotto la decadenza di Malagò. La questione rimane comunque aperta. Se da un lato la procura federale guidata da Giuseppe Chinè ha proposto l’archiviazione dell’indagine sul mancato tesseramento, non considerando il mancato possesso materiale della tessera alla presentazione della candidatura un requisito indispensabile nei termini sostenuti dal ricorrente, la Procura generale del CONI ha seguito una strada differente. Dopo avere respinto inizialmente la richiesta proveniente dalla Procura federale, il 14 settembre archivia il procedimento sportivo, rimettendo però la documentazione agli organi del Comitato olimpico per valutare il comportamento della Federazione. In pratica la palla passa idealmente al CONI.

Per bocca dell’attuale presidente Luciano Buonfiglio, successore di Giovanni Malagò, il CONI ha deciso di approfondire la questione, stante le valutazioni del Procuratore Generale che ravvisano comunque l’irregolarità procedurale, per altro non imputabile aMalagò, proprio perché non tesserato. Il commissariamento rimane quindi un’ventualità.

In caso di decadenza del mandato di Malagò la Lega Calcio ha rinnovatol’appoggio al dirigente. Tuttavia alcuni club starebbero sondando la disponibilità di Adriano Galiani a gestire l’eventuale periodo di transizione, potendo contare su un vero uomo di calcio. Una figura, per altro, già in corsa proprio lo scorso aprile, ritirandosi una volta constatata la posizione dei club di serie A.