Flavio Bolsonaro in vantaggio dopo il primo turno, mentre Pedro Sanchez getta la spugna

Giornata difficile per la sinistra mondiale.

In Brasile Flavio Bolsonaro, figlio dell’ex Presidente Jair incarcerato e dichiarato ineleggibile dopo i fatti del 2022, si è imposto a sorpresa al primo turno delle elezioni politiche, sopravanzando Lula di due punti. Non avendo raggiunto il cinquanta per cento necessario per l’elezione diretta, i due si affronteranno al ballottaggio previsto per il prossimo 25 ottobre. A venir in soccorso dello sfidante dell’attuale numero uno brasiliano dovrebbero contribuire i voti della destra moderata pari a circa il sette per cento.

Mentre giungevano le notizie riguardanti la sconfitta di Lula, in Spagna Pedro Sanchez decideva di rassegnare le dimissioni da Primo Ministro indicendo elezioni anticipate per il prossimo 29 novembre.

Socialista, punto di riferimento dell’intera area progressista italiana, è caduto sui decreti casa, ma ha certamente pagato anche il disastro umanitario vissuto dall’enclave di Ceuta e Melilla l’estate scorsa. Il governo ha cercato di minimizzarne gli effetti, ma i danni materiali per le popolazioni locali e quelli d’immagine per la Spagna intera sono rimasti.

Vittorio Sgarbi nuovamente ricoverato

Vittorio Sgarbi, critico e storico dell’arte dalla vis polemica prorompente, è nuovamente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma. La conferma arriva dalla direzione sanitaria della struttura stessa la quale, tuttavia, mantiene il riserbo assoluto sulle motivazioni che lo avrebbero condotto addirittura alla necessità di ricorrere alla terapia intensiva.

Il settantaquattrenne intellettuale ferrarese si stava riprendendo da un difficilissimo periodo di depressione, molto probabilmente conseguenza diretta delle accuse, successivamente archiviate, di riciclaggio di beni culturali, contraffazione di opere d’arte e autoriciclaggio di beni culturali. L’oggetto delle indagini era “La cattura di San Pietro”, dipinto seicentesco di proprietà di Sgarbi stesso, attribuito a Rutilio Manetti.

A pesare sulle condizioni fisiche dell’ex esponente di Forza Italia potrebbe contribuire altresì il suo passato clinico. Sgarbi, infatti, ha subito un intervento per la rimozione di un cancro alla prostata e un’ischemiacardiaca nel 2023.

Decreto scuola: inizia la rincorsa a Vannacci?

Un tetto del 30% di studenti stranieri nelle classi per evitare la formazione delle cosiddette “classi ghetto”, nelle quali le difficoltà linguistiche rischiano di rallentare l’apprendimento e di trasformare paradossalmente l’italiano quasi in una lingua straniera.

È una delle misure più discusse del nuovo decreto scuola approvato dal Governo. Ma, superato l’effetto dell’annuncio, la norma si presenta decisamente meno rigida.

Il limite, previsto dalle classi prime a partire dall’anno scolastico 2027-28, non riguarderà infatti indistintamente tutti gli alunni con cittadinanza straniera. Nella primaria resteranno fuori dal conteggio quelli nati in Italia o che abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia; nelle secondarie, invece, non saranno conteggiati gli studenti che abbiano frequentato con esito positivo almeno tre anni nel sistema scolastico italiano.

E non finisce qui. Quando le iscrizioni renderanno impossibile rispettare il tetto, gli Uffici scolastici potranno distribuire gli studenti fra istituti vicini, tenendo però conto del domicilio e delle esigenze familiari. Dove anche questa soluzione risultasse impraticabile, entrerà in gioco il potenziamento dell’insegnamento dell’italiano.

Insomma: tetto del 30% sì, ma accompagnato da porte, porticine e vie d’uscita.

E allora un dubbio, maligno quanto basta, sorge spontaneo. Non sarà che la destra meloniana, mentre Roberto Vannacci cresce nei sondaggi, abbia cominciato a inseguirlo sul suo terreno con provvedimenti dal grande impatto comunicativo ma dall’applicazione assai più morbida? La campagna elettorale è ancora lontana. Forse.