Serie B: IIl Palermo continua a volare, ma Mantova e Modena rispondono

Dopo la pausa per le nazionali continua la corsa del Palermo nel campionato italiano di calcio di serie B 2026-27. I siciliani infatti sbancano il “Castellani” di Empoli con un perentorio 4 a 2. Dietro, però, tengono il passo il Mantova, corsaro a Catanzaro e il Modena che, trascinato da un ritrovato Belotti, batte in rimonta il Verona, stoppando le velleità scaligere di rientrare nell’alta classifica. Posizione che arride all’Avellino dopo la pesantissima lezione inflitta ad una Sampdoria impelagata anche quest’anno nelle zone basse della graduatoria.

Per il resto termina a reti inviolate il big match tra Sud Tirol ed Ascoli, il Pisa va a vincere a Padova, imitato dalla Carrarese nella vicina Vicenza.

Infine il Benevento batte il Cesena per 2 a 0, mentre Arezzo-Cremonese e Virtus Entella-Juve Stabia si concludono con un pareggio, con i campani malinconicamente ultimi, penalizzati e alle prese con un crisi societaria di cui non si intravvede la fine.

Italia U 21: Avanti con Chisse

Alla fine l’Italia Under 21 di Silvio Baldini passa in Armenia nella gara valida per la qualificazione alla fase finale del Campionato Europeo di categoria, ma quanta fatica! Due traverse di Pisilli e Comuzzo, un rigore fallito da Koleosho e alcune parate spettacolari dell’estremo difensore di casa, hanno preceduto la prodezza dell’attaccante in forza al Milan, che peraltro si sta distinguendo anche in serie A proprio con la formazione rossonera. Una vittoria striminzita figlia solo del caso e non dell’assenza di gioco o idee. Fin dall’inizio gli “azzurrini” hanno preso in mano le redini della partita, costringendo i padroni di casa nella propria metà campo, affidando le proprie speranze di vittoria a qualche sporadica azione di rimessa.

È un buon gruppo quello allestito dal vulcanico tecnico toscano; una compagine con le carte in regola per raggiungere la qualificazione e, magari, trovare un pass per Los Angeles 2028, riportando il calcio italiano alle Olimpiadi dopo vent’anni di assenza.

Basket: Milano e Bologna OK, steccano le romane.

Tra sabato 26 e domenica 27 ha preso il via il massimo campionato italiano di basket, da molti considerato il più spettacolare degli ultimi anni, con formazioni rinnovate ed impreziosite dall’arrivo dall’estero di ottimi giocatori.

Milano, campione uscente, esordisce soffrendo e vincendo, imitata dalla rinnovatissima Bologna, che invece parte decisamente col piede giusto. Vincono anche Trento, Udine, Venezia e Tortona, mentre steccano alla grande le due romane, probabilmente le due realtà più attese al debutto.Treviso e Napoli, quest’ultima a domicilio, hanno fatto comprendere alle formazioni capitoline che non è sufficiente acquisire un titolo sportivo per appartenere ad una categoria. Alla fine i grandi investimenti dei due sodalizi daranno frutti, ma la strada sarà irta e pregna di sorprese, alcune certamente poco gradite.

Italia: Ormai ci siamo

Sono trascorsi ormai sei mesi dall’infausta serata dell’eliminazione dai mondiali di Canada, Messico e USA per mano della Bosnia Erzegovina. Tanto, almeno sulla carta, sembra cambiato: un nuovoPresidente Federale – già in discussione – un nuovo assetto tecnico, pure questo insediato non senza polemiche e colpi di scena. Un monumento del calcio in carica per venti giorni, un progetto abortito per poi puntare su un ritorno: quello di Roberto Mancini, l’ultimo ad aver portato un trofeo nella bacheca FIGC: l’europeo del 2021. Dopo il trionfo è arrivata l’eliminazione da Qatar ’22 e la successiva fuga in Arabia del tecnico.

Ora Giovanni Malagò l’ha fortemente voluto, affiancato a “Sor” Claudio Ranieri per ripartire. E da stasera le chiacchiere stanno a zero: si ricomincia dalla Nations’League: quattro partite in undici giorni per disegnare il futuro. Si tratta di un torneo minore che tuttavia mette in palio punti ranking, posizioni di favore nei successivi gironi di qualificazione ai prossimi europei e, perché no: soldi e prestigio. Il Presidente Federale ha già fatto comprendere che i risultati sono necessari per ricostruire un’immagine che riporti sponsor e, di conseguenza, introiti.

Roberto Mancini sembra già conscio della missione a lui affidata. Parla di risultati e bel gioco. La sua prima rosa è un misto di vecchie conoscenze, speriamo in cerca di riscatto, e giovani rampanti, alcuni dei quali pescati nei campionati esteri e vogliosi magari di farsi notare dalla serie A. Non resta quindi che attendere, guardare e sperare di ripartire col piede giusto, sperando di non perdersi per l’ennesima volta dopo il campionato europeo.

Eventualmente Galliani: ecco cosa si muove nel calcio italiano

Adriano Galliani nuovo presidente FIGC? Una voce clamorosa, soprattutto a soli tre mesi dall’elezione di Giovanni Malagò, da molti considerata la figura adatta per rilanciare il calcio italiano. Cos’è successo allora? Facciamo ordine.

La vicenda prende le mosse già prima del giorno dell’incoronazione di Malagò. È un’iniziativa di Renato Miele, avvocato ed ex calciatore di buon livello dei primi anni ottanta, la cui candidatura è stata respinta per la mancanza dell’accredito richiesto dallo Statuto FIGC. Miele contesta immediatamente sia la propria esclusione, sia l’ammissione delle candidature di Malagò e di Giancarlo Abete.

Il Tribunale federale nazionale però, giudica il primo ricorso in parte infondato e in parte inammissibile e il 18 giugno  la Corte federale d’appello respinge il reclamo.

Dal momento dell’elezione di Malagò del 22 giugno il contenzioso riguarda anche gli effetti dell’evento stesso. Il nocciolo del contrasto è l’interpretazione del requisito e le conseguenze della sua inosservanza.

L’11 settembre scorso, poi, la Corte federale d’appello a sezioni unite respinge Un ulteriore reclamo di Miele riguardante la delibera assembleare del 22 giugno e gli atti collegati all’ammissione delle candidature. Il dato ridimensiona l’idea di una presidenza già travolta da una sentenza: nell’ambito dei procedimenti federali richiamati, le impugnazioni non hanno prodotto la decadenza di Malagò. La questione rimane comunque aperta. Se da un lato la procura federale guidata da Giuseppe Chinè ha proposto l’archiviazione dell’indagine sul mancato tesseramento, non considerando il mancato possesso materiale della tessera alla presentazione della candidatura un requisito indispensabile nei termini sostenuti dal ricorrente, la Procura generale del CONI ha seguito una strada differente. Dopo avere respinto inizialmente la richiesta proveniente dalla Procura federale, il 14 settembre archivia il procedimento sportivo, rimettendo però la documentazione agli organi del Comitato olimpico per valutare il comportamento della Federazione. In pratica la palla passa idealmente al CONI.

Per bocca dell’attuale presidente Luciano Buonfiglio, successore di Giovanni Malagò, il CONI ha deciso di approfondire la questione, stante le valutazioni del Procuratore Generale che ravvisano comunque l’irregolarità procedurale, per altro non imputabile aMalagò, proprio perché non tesserato. Il commissariamento rimane quindi un’ventualità.

In caso di decadenza del mandato di Malagò la Lega Calcio ha rinnovatol’appoggio al dirigente. Tuttavia alcuni club starebbero sondando la disponibilità di Adriano Galiani a gestire l’eventuale periodo di transizione, potendo contare su un vero uomo di calcio. Una figura, per altro, già in corsa proprio lo scorso aprile, ritirandosi una volta constatata la posizione dei club di serie A.

Calcio Mercato: La Juventus su Kolo Muani e Dibu Martinez

Fervono le trattative in casa Juventus per consegnare a Luciano Spalletti una rosa competitiva che cancelli le delusioni della passata stagione. Si lavora in ogni reparto, a partire dall’attacco, quasi certamente privo di Dusan Vlahovic, restio ad accettare il nuovo corso bianconero. Jonathan David, dal canto suo, non convince l’ex tecnico della nazionale. Per questo motivo la Juventus sta cercando di riportare in serie A Kolo Muani, attaccante francese che già aveva ben impressionato nel campionato 2024-25. L’accordo col Paris Saint Germain non è dei più semplici, così come lo stipendio del calciatore potrebbe rappresentare un problema.

Sul fronte dei portieri prosegue la rincorsa all’estremo difensore della nazionale argentina Dibu Martinez, giocatore di grande personalità che dovrebbe sostituire Di Gregorio. Troppe le incertezze imputate all’ex Monza e troppa la sfiducia dell’ambiente juventino attorno a questo giocatore, probabilmente bisognoso di un ambiente nuovo per rilanciare una carriera che potrebbe subire uno stop doloroso.

Classifica marcatori 2025-26: vicini ad un record assoluto, ma non c’è nulla da festeggiare.

Con le partite di questa sera, dalle quali scaturiranno le ultime due partecipanti alla Champions’ League 2026-27, va in archivio il campionato di serie A 2025-26. Alla fine l’Inter ha trionfato alla grande e, a meno di un’impresa da tramandare ai posteri, il suo capitano, Lautaro Martinez, sta per laurearsi re dei marcatori, ripetendo l’impresa del 2023-24, quando ha prevalso con venticinque reti.

Al momento l’argentino conduce con diciassette goal, ben quattro di vantaggio sui più immediati inseguitori. Già così il discorso è praticamente chiuso: cinque reti in una sola partita è un’impresa riuscita a pochi dall’istituzione del campionato a girone unico nella stagione 1929-30. Ne serviranno addirittura sei – impresa riuscita solamente a Silvio Piola all’inizio degli anni trenta ed ad Omar Sivori nel celeberrimo recupero del 1961 contro l’Inter dei ragazzini – per raggiungere almeno quota 19 ed eguagliare il record negativo di 0,50 goal rispetto alle partite in programma, non a quelle disputate dal singolo giocatore.

Nemmeno negli anni settanta ed ottanta, quando si segnava col contagocce, il re dei marcatori è sceso sotto questa quota. I primi a vincere il trofeo con una rete ogni due partite sono stati Alberto Orlando della Fiorentina e Sandro Mazzola dell’Inter nel 1964-65 appaiati in vetta con 17 marcature. Poi Pierino Prati del Milan nel 1967-68, Roberto Pruzzo della Roma nel 1981-82 e Diego Armando Maradona nel 1987-88 hanno eguagliato il record negativo del ’65, fermandosi a quindici goal in tornei da trenta giornate.

È un altro segno dell’impoverimento continuo della serie A.

Addio Rocco Commisso: Unico Vero Zio D’America Del Calcio

Nella serata di ieri abbiamo appreso la triste notizia della scomparsa, dopo lunga malattia, di Rocco Commisso, presidente della Fiorentina dal 2018.

Tra i tanti proprietari a stelle e strisce di società italiane di serie A, Commisso ha rappresentato un’eccezione per attaccamento a squadra, città e tifosi, di cui ha imparato a condividerne immediatamente sentimenti, simpatie e odi, primo fra tutti quello nei confronti della Juventus.

Sotto la sua presidenza la “Viola” ha raggiunto una finale di Coppa Italia e due finali di Conference League, cercando di impostare un programma per tornare ad altissimi livelli. Inoltre si è occupato di dare al sodalizio strutture all’avanguardia: una nuova sede e, soprattutto, un centro sportivo tra i più avanzati d’Europa. Non è riuscito a completare la ristrutturazione dello stadio, propedeutica per poter costruire una squadra in grado di competere per i massimi traguardi nazionali e non.

Tutto questo lo ha fatto mettendo cuore e passione, al contrario dei rappresentanti degli altri fondi USA protagonisti del massimo campionato italiano.

È superfluo sottolinearlo: ci mancherà.

Ora Como Comincia A Sognare!

Battuta la Juventus 2 a 0 nella settima giornata del campionato italiano di calcio di serie A, ora il Como comincia a sognare! Il successo ha permesso ai lariani di agganciare i bianco-neri in classifica. Qualora la il Milan non vincesse a Firenze, si porterebbero a tre punti dalla testa della graduatoria in una giornata in cui sembrano saltare certezze e gerarchie.

Addio Gino Pivatelli: Ora “Insistisci” Tra Gli Angeli!

Nella giornata di ieri il sito ufficiale del Bologna FC ha dato la notizia della scomparsa di Gino Pivatelli alla bella età di novantadue anni.

Nato a Sanguinetto, località nella bassa veronese il 27 marzo 1933, all’inizio degli anni Cinquanta si mette in mostra con la casacca dell’Hellas Verona in serie B. Le buone prestazioni lo portano all’attenzione del Bologna allenato dal corregionale” Gipo” Viani, che lo vuole in Emilia assieme a Ugo Pozzan e Giulio Bonafin per riportare in alto i colori dei rosso-blu felsinei reduci da stagioni difficili.

A Bologna Pivatelli non smentisce la vena realizzativa tanto da conquistare il titolo dei marcatori nella stagione 1955-56, unico calciatore nato in Italia ad aver compiuto tale impresa nel decennio dei Gunnar Nordhal, John Hansen, Dino Da Costa, John Charles, Antonio V. Angelillo ed Omar Sivori.

Lascia Bologna alla volta di Napoli nel 1960 scambiato per Luis Vinicio. Un anno più tardi, complice la retrocessione dei campani in serie B, Gipo Viani lo chiama al Milan. Il fiuto del goal non è più quello dei tempi d’oro, ma diventa un elemento d’equilibrio in una linea avanzata che comprende elementi del calibro di DinoSani, Josè Altafini e Gianni Rivera. Nei primi due anni arrivano lo scudetto 1961-62 e, soprattutto, la Coppa dei Campioni 1962-63. e comunque si toglie la soddisfazione di raggiungere quota cento goal in serie A.

Chiusa la carriera da calciatore con la maglia del Baraccalugo rimane nel mondo del calcio come allenatore lavorando soprattutto con società di serie C. Alla fine degli anni Ottanta torna a Bologna come vice di Maifredi, ruolo con cui chiude la sua storia nel mondo del calcio.

Si racconta che i tifosi del Bologna (tra loro l’ex Presidente del Consiglio Italiano Romano Prodi), nei momenti di rara crisi realizzativa lo esortassero con il detto: “insistisci”!, probabilmente riprendendo un suo modo di dire tratto dal suo dialetto d’origine.

L’ITALIA SFIORA L’AN-PLAIN: SI FERMA SOLO LA LAZIO!

Turno di coppe da altri tempi, quando la Serie A rappresentava il punto d’arrivo per ogni fuoriclasse del gioco del calcio! Solo la Lazio non accede ai quarti di finale della propria competizione europea cedendo il passo agli olandesi dell’AZ Alkmaar, capaci di bissare il successo dell’Olimpico per 2 a 1. Per il resto:

  • la Juventus va a vincere per 2 a 0 sul terreno del Friburgo;
  • la Roma esce imbattuta dal terreno della Real Sociedad;
  • mentre la Fiorentina va a maramaldeggiare in Turchia imponendosi per 4 a 1 in Conferens League.
  • Ad aprile, quindi, saranno sei le formazioni impegnate nei quarti di finale delle competizioni europee, stante l’approdo in Champions di Napoli, Milan ed Inter. Tutti sperano trattarsi di un buon viatico anche per la nazionale italiana che, dalla settimana prossima, inizierà la difesa del proprio titolo europeo con le qualificazioni alla fase finale del 2024.