Portogallo: Vittoria in Danimarca nella bufera

Vincendo per 4 a 2 in Danimarca il Portogallo rimane a punteggio pieno anche dopo la terza giornata di Nations’ League, in un girone che, oltre ai danesi, comprende pure la forte Norvegia di Erling Haaland. Il calcio lusitano, quindi, sembra aver assorbito al meglio la delusione seguita al risultato tutto sommato modesto dell’ultima edizione dei mondiali di calcio.

Eppure mai come ora tira aria di tempesta attorno alla nazionale portoghese. A surriscaldare gli animi c’è la diatriba tra il tecnico Jorge Jesus e Cristiano Ronaldo, fuggito dal ritiro dopo aver saputo che pure nella sfida di Copenaghen sarebbe partito dalla panchina.

Dopo la garad’esordio di questa manifestazione, che ha visto in campo il cinque volte pallone d’oro con risultati oggettivamente imbarazzanti, l’allenatore ha deciso di anteporre il bene della squadra al prestigio. Probabilmente una maggiore chiarezza d’intenti da parte dell’intero staff tecnico e dirigenziale della federcalcio lusitana avrebbe evitato la fine ingloriosa del rapporto con chi ha fatto la storia del calcio.

D’altra parte a CR7 un filino di umiltà ed autoconsapevolezza non guasterebbe.

Il sogno di Giovanni Malagò: l’accoppiata Conte – Maldini

Parte all’insegna dell’ambizione la presidenza FIGC di Giovanni Malagò. Il primo obbiettivo è dare una guida tecnica credibile alla Nazionale: non solo a quella maggiore, ma all’intero movimento. Per il ruolo di Commissario Tecnico l’ex Presidente CONI sta tentando di riportare Antonio Conte sulla panchina azzurra. Il tecnico salentino aveva già ben impressionato nel biennio 2014-2016 uscendo ai calci di rigore nei quarti di finale dell’Europeo di Francia 2016, nonostante una rosa non certo di primissimo piano. Tuttavia in quell’edizione gli azzurri sono riusciti a mettere sotto formazioni ben più accreditate come Spagna e Belgio.

Malagò non si ferma, però. La prima squadra dovrebbe divenire il risultato finale di un progetto complessivo da affidare ad un direttore tecnico di spessore. Per questo ruolo l’attuale numero uno del calcio italiano si è rivolto a Paolo Maldini, fuoriclasse in campo e ultimo dirigente ad aver vinto uno scudetto al Milan, società che lo ha scaricato senza riguardi un anno più tardi. Voci molto accreditate rivelano che l’ex capitano azzurro stia valutando seriamente la proposta di Malagò. Un freno? Il desiderio di tornare al suo Milan, cosa al momento possibile solo nel caso in cui l’attuale proprietà trovasse un compratore che metta sul piatto la classica “proposta che non si può rifiutare”.

Alla luce delle ultime mosse di mercato milaniste, questa sembra una possibilità remota. Quindi Maldini in azzurro? I prossimi giorni porteranno una risposta.