Binaghi ottimista: “Tutto esaurito alle ATP Finals di Torino”, ma la gente svende i biglietti!

Il Presidente Angelo Binaghi si dichiara ottimista in vista delle ATP Finals di Torino che non vedranno ai nastri di partenza Jannik Sinner detentore del titolo. Pur senza l’indiscusso numero uno del tennis italiano, a lungo in vetta alla classifica ATP, il dirigente confida in spalti gremiti in ogni ordine di posti durante i match. In effetti la quasi totalità dei biglietti è stata venduta a peso d’oro. Peccato che la notizia del forfait del fuoriclasse di Sesto Pusteria stia inducendo molti possessoria svendere i tagliandi sul web, rientrando in parte della spesa ed evitando di accollarsi ulteriori esborsi di trasferta e soggiorno per un evento che reputano in tono minore.

Di tutto questo il buon Binaghi sembra non curarsene, convinto com’è di essere l’artefice primo dell’attecchimento della cultura della racchetta tra le italiche genti solitamente dedite a seguire esclusivamente il giuoco del calcio. Quanto sta accadendo in rete, invece, dovrebbe suonare come campanello d’allarme. Dovesse disgraziatamente terminare la parabola vincente del fortissimo giocatore altoadesino, finirebbe anche l’innamoramento delle masse, a meno che un altro Sinner non si affacci sulla scena a suon di trofei.

Addio a Ennio Vitanza

Garbato, competente, Ennio Vitanza è stato uno dei volti storici che hanno raccontato il calcio e lo sport in Tv negli anni settanta ed ottanta.

Breve passato da calciatore nelle file del Torino, una grande passione per il pianoforte, Vitanza, classe 1934, vince il concorso RAI nel 1969, entrando a far parte della redazione sportiva. Sono gli anni in cui si aferma “La domenica sportiva”, mentre prendono piede trasmissioni come “Novantesimo Minuto”, “Domenica Sprint” e “Sport Sera”, quest’ultime da lui condotte per anni. Assieme al collega Gianni Vasino, Vitanza è la voce delle squadre lombarde, mentre diventa uno dei telecronisti di europei e mondiali alle spalle di Nando Martellini e Bruno Pizzul.

Ennio Vitanza è stato uno dei narratori principali delle partite di Coppa UEFA delle squadre italiane. Tra le tante, sua è l’appassionata cronaca della prima impresa europea del Verona di Osvaldo Bagnoli, quando nell’infernale catino del “Maracanà” di Belgrado sconfisse per 3 a 2 la temibile Stella Rossa.

Jannik Sinner: Stagione 2026 finita

La splendida vittoria conquistata sull’erba di Wimbledon è stato ufficialmente l’ultimo atto della stagione tennistica di Jannik Sinner. Da allora il fuoriclasse di Sesto Pusteria è ai box per curare il problema al ginocchio destro che, evidentemente, gli impedisce di scendere in campo. La decisione è arrivata all’indomani della diagnosi del Prof. Bertrand Sonnerydi Lione Cottet, il quale ha confermato la presenza della tendinopatia extra-articolare precedentemente diagnosticata.

Sinner ha avvertito il fastidio alla ripresa degli allenamenti dopo le vacanze post Wimbledon, con i primi controlli alla vigilia della partenza per la trasferta nordamericana. In questo periodo si è sottoposto ad un lungo ciclo di fisioterapia al J Medical di Torino, che si è prolungata fino a dopo gli US Open. Nel frattempo arrivava anche l’annuncio dell’altoadesino di non partecipare al Master Cinquecento di Pechino per portare a termine le cure e per iniziare la preparazione. Gli allenamenti proseguivano senza intoppi, con intensità sempre crescente, tanto da indurlo a confermare la sua partecipazione al Master Mille di Shanghai. Al momento di partire, però, il problema si è ripresentato: da lì la triste decisione.

Lo scopo del lungo stop, certamente doloroso in chiave agonistica, è quello di prevenire il rischio di recidiva – frequente – e di calcificazione che renderebbe il problema decisamente più grave. Jannik Sinner ha deciso di ragionare a lungo termine per il bene della sua carriera e per il bene dell’intero tennis italiano.

Un’altra bandiera ci lascia: addio Sandro Mazzola

Un’altro pezzo di storia del calcio italiano ci lascia. Dopo Franco Baresi, nella serata di ieri è arrivata la notizia della morte di Sandro Mazzola, bandiera della “Grande Inter” che rivaleggiava ccol Milan di Gianni Rivera.

Giocatore per certi versi moderno, ha iniziato la carriera come centravanti arretrato chiudendo come centrocampista, capace di abbinare eccellenti doti tecniche e dinamicità. Agli esperti dell’epoca ricordava molto il padre Valentino, capitano ed anima del grande Torino perito a Superga.

In carriera ha conquistato quattro scudetti, due coppe dei campioni, due coppe intercontinentali con l’Inter, mentre con la nazionale italiana è stato protagonista del successo europeo del 1968 e del secondo posto mondiale a Messico ’70, quello della celeberrima “staffetta” con Rivera.

Terminata l’attività agonistica ha ricoperto svariati ruoli dirigenziali nell’Inter, sia con Ivanoe Fraizzoli, con Ernesto Pellegrini e con Massimo Moratti, mentre nei periodi di pausa si è segnalato come eccellente commentatore sportivo, soprattutto come seconda voce durante le telecronache delle partite della nazionale italiana di calcio.

Nazionale italiana di calcio: ecco come inizia la nuova era Mancini

Sono trentaquattro i giocatori che Roberto Mancini ha convocato in vista delle prossime quattro partite di Nations’ League con cui il calcio italiano tenta l’ennesima rinascita della sua storia recente.

Come noto, la FIGC ha deciso di ripartire dall’ultimo tecnico capace di portare un alloro in bacheca. Ecco la sua prima lista dal rientro.

  • Portieri

    Carnesecchi (Atalanta), Donnarumma G. (Manchester City), Pessina (Bologna), Vicario (Juventus);

  • Difensori

    Ahanor (Crystal Palace), Bastoni (Inter), Calafiori (Arsenal), Coppola (Paris FC), Di Lorenzo (Napoli), Dimarco (Inter), Ghilardi (Roma), Kayode (Brentford), Kuadio (Monza), Mancini GL. (Roma), Scalvini (Atalanta);

  • Centrocampisti

    Barella (Inter), Cristante (Roma), Doumbia (Sporting Lisbona), Fagioli (Fiorentina), Frattesi (Lazio), Mandragora (Torino), Romano A., (Cagliari), Tonali (Tottenham);

  • Attaccanti

    Cambiaghi (Bologna), Esposito I (Sassuolo), Esposito II (Inter), Inácio (Borussia Dortmund), Kean (Como), Maldini D. (Cagliari), Raspadori (Atalanta), Scamacca (Atalanta), Vergara , Zaniolo (Udinese), Zoma (Norimberga).

È un autentico tour de force quello che attende gli azzurri con quattro partite in due settimane. Si inizia venerdì 25 allo Stadio Olimpico contro il Belgio, per trasferirsi tre giorni dopo a Bursa contro la Turchia. Dalla Turchia gli azzurri voleranno a Parigi per affrontare la Francia il due ottobre, chiudendo la serie degli impegni con la sfida di Bologna contro la Turchia.

Roberto Mancini ha dovuto rinunciare a Manuel Locatelli, Federico Chiesa e Marco Palestra tutti fuori per infortunio.

Alla fine ci salva l’Atalanta.

Ennesima impresa dell’Atalanta: l’ultima società italiana ad aver conquistato un trofeo continentale di prestigio.

È nn 4 a 1 destinato ad entrare nella storia del calcio quello inflitto dagli orobici davanti al pubblico amico ai tedeschi del Borussia Dortmund giunti a Bergamo forti del 2 a 0 della partita d’andata. Ora i ragazzi di Raffaele Palladino, che sulla carta avevano forse l’impegno più difficile, sono tra le sedici grandi d’Europa. Sognare per loro è lecito!

Contemporaneamente a Torino la Juventus sfiorava l’impresa chiudendo avanto per 3 a 0 e in inferiorità numerica i novanta minuti regolamentari contro il Galatasaray. Alla fine la fatica si è fatta sentire e, complice l’ormai usuale topica difensiva, i turchi hanno trovato la rete della tranquillità, bissata qualche minuto più tardi. I bianconeri, comunque, lasciano la competizione a testa alta e con qualche rammarico per i tanti errori gratuiti concessi agli avversari.

Alla fine solo l’Inter dominatrice in serie A esce in malo modo dal principale torneo continentale. E dire che al momento del sorteggio l’ambiente festeggiava l’accoppiamento con i norvegesi, certamente la meno nobile delle avversarie delle formazioni italiane!

Evidentemente rimane valida la massima di Johann Cruijff

secondocui ad entrare in campo non sono i milioni!

Il “Maestro” È Sinner, Ma Alcaraz Rimane Numero Uno

Ancora una volta Sinner-Alcaraz opposti uno all’altro, come avvenuto pressoché in ogni torneo di questo 2025 in cui i due erano iscritti. E ancora una volta è stata battaglia! Non inganni il 2 a 0 finale a favore dell’altoadesino! Il primo set si è chiuso al tay-breck, mentre nel secondo Sinner prevale 7 a 5, riconfermando il titolo conquistato nel 2024.

L’italiano festeggia, ma l’iberico, dal canto suo, si consola chiudendo l’anno al comando della classifica ATP!

Jannik Sinner è il “Maestro”, ma Carlos Alcaraz rimane il numero Uno.

Ora non rimane che aspettare cosa ci riserverà il 2026.