L’assioma, poi ritrattato, riguardante l’affidabilitĂ delle rappresentanti del gentil sesso rapportato con la lunghezza della gonna indossata formulato dal Ministro degli Esteri Antonio Taiani, ha movimentato il dibattito di questi ultimi giorni.
Ad alimentare ulteriormente la polemica ha contribuito senz’altro l’intervento, dichiaratamente goliardico, del Generale Roberto Vannacci, il quale ha dichiarato che tra gonna lunga e gonna corta, preferisce senza gonna. A nulla gli è servito spiegare che lui non giudica una persona dalla mise. Le reazioni sono state dure, i giudizi inappellabili, con le senatrici dell’opposizione in Parlamento sfoggiando abitini e minigonne.
Fa specie notare che siano le stesse che non stanno muovendo un dito riguardo alle costrizioni di a cui milioni di donne sono sottoposte nel mondo. E, soprattutto, peccato che le stesse non abbiano dato peso alla seconda parte del ragionamento originale di Taiani, che metteva in relazione il modo di vestire di un eventuale fidanzato delle figlie, con l’uomo in giacca e cravatta piĂą affidabile rispetto a quello palestrato e tatuato che si presenta vestito casual.